Il Tirreno

Lucca

Una maxi condanna per 21 rapine in banca

di Luca Tronchetti
Una maxi condanna per 21 rapine in banca

La storia del bandito ferito dopo il colpo in una sala scommesse

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LUCCA. Un rapinatore solitario capace, stando agli inquirenti, di mettere a segno 21 colpi in istituti di credito fiorentini per un bottino complessivo di un miliardo e 200 milioni nel periodo che va dal novembre 1993 al settembre 2001. Un bandito in grado di utilizzare durante le rapine pistole, esplosivi, fumogeni e benzina e che in primo grado al tribunale di Firenze venne condannato a 11 anni e 8 mesi di reclusione. Per i carabinieri l’ex impresario edile Maciste Tangari, 47 anni, originario della provincia di Cosenza e residente a Spianate da oltre vent’anni, non si sarebbe limitato a compiere la rapina, poi finita male, al centro scommesse Sisal Match Point di via delle Cerbaie a 100 metri dal casello autostradale di Altopascio. Quella maschera da carnevale con le sembianze del grande attore comico statunitense Groucho Marx era apparsa il 4 dicembre scorso alla “Bocino Slot House” in via Romana a Chimenti sempre nel comune di Altopascio. E anche quella volta era spuntata una pistola in grado di incutere terrore e paralizzare avventori e cassiere. Il colpo fruttò 10mila euro. Gli inquirenti ritengono che quel travisamento fosse opera di Tangari. Oltretutto in quell’occasione il rapinatore solitario lanciò un fumogeno all’interno della sala creando attorno a sé una barriera di protezione in grado di fargli guadagnare l’uscita. Un sistema usato dal malvivente il 24 settembre 2002 in una banca di via dei Serragli a Firenze una volta lasciata la pistola nelle cassettiere all’ingresso. Un rapinatore dotato di grande fantasia. Fecero scalpore negli anni novanta alcune sue “trovate”.Come quella di finger di avere una gamba ingessata per far disattivare il metal detector e poter entrare nella banca oppure cospargere di benzina il pavimento e minacciare di dar fuoco se non gli avessero consegnato il malloppo.

Le similitudini. Ma le analogie non finiscono lì. Perché, come alla fine degli anni Novanta per le rapine alle banche, anche nei casi dei colpi alle sale giochi di Altopascio e della Valdinievole il bandito solitario andava sul luogo preso di mira in sella a una motoretta: una Vespa ieri, un Malaguti scassato e rubato nel 2007 oggi. E non è tutto. Perché sotto la maschera coprente e gli occhiali da sole Tangari aveva il passamontagne. Sarà un caso, ma anche negli altri tre episodi avvenuti da gennaio ad oggi nelle sale gioco del territorio altopascese - due volte alla sala Bellagio Slot & Luxury in via della Galeotta (20 gennaio e 29 maggio) e di nuovo alla Sisal Match Point il 13 aprile - il malvivente armato di pistola indossava un passamontagna o addirittura il casco protettivo usato per darsi alla fuga in sella allo scooter. A questo punto è lecito pensare ad un’azione seriale firmata da un’unica persona. E i diversi modelli di revolver utilizzati nei raid alle sale giochi altopascesi? Nel marsupio dove Tangari ha sistemato i circa 1500 euro provento della rapina i carabinieri hanno rinvenuto un’altra pistola di calibro diverso rispetto alla 7,65 utilizzata per compiere la rapina al centro scommesse di via delle Cerbaie. Una pistola calibro 9x21 semi automatica con caricatore. Un’arma perfettamente funzionante e pronta per sparare all’occorrenza. D’altronde già il 29 maggio, in occasione del colpo fallito alla sala giochi Bellagio Slot & Luxury il malvivente non aveva esitato a sparare contro la serratura. Un segno evidente che il bandito solitario non scherzava, era pronto a tutto e non impugnava un’arma giocattolo. Anche Tangari, quando il giovane marocchino ha cercato di bloccarlo per disarmarlo, non ha esitato ed esplodere due colpi all’indirizzo di altrettante slot machine nella prima saletta della Sisal Match Point. Per far capire che la sua pistola calibro 7,65 era vera e funzionante.

Perquisizione domiciliare. Adesso i carabinieri stanno effettuando una serie di riscontri. Obiettivo: mettere in ordine i tasselli del puzzle verificando se vi siano elementi per incastrare Maciste Tangari, oltre per la rapina alla «Bocino Slot House», anche negli altri colpi messi a segno nel corso del 2012 nei centri scommesse di Altopascio e dintorni.

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