Il Tirreno

Lucca

Un premio al coraggio del giovane

Un gesto coraggioso, forse anche un po’ incosciente, ma che ha consentito di impedire il compimento dell’ennesima rapina - la quinta nel 2012 - a un centro scommesse del territorio altopascese. A compierlo un giovane di 29 anni che venerdì sera alle 22,45 si trovava all’interno della sala giochi Match Point di via delle Cerbaie ad Altopascio. Mentre gli altri avventori - una quindicina, tra cui due donne - sono talmente immersi nei videopoker da non accorgersi nemmeno, senza l’energico intervento del malvivente che impugna il revolver, che è in atto una rapina il giovane marocchino, disoccupato e residente nel centro di Altopascio s’indigna e reagisce scagliandosi contro il bandito. A giudicare dai fotogrammi delle telecamere a circuito chiuso interne al locale Hassan,
Un premio al coraggio del giovane

Hassan Moummad, 29 anni, rischia la vita per disarmare il malvivente

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ALTOPASCIO. Forse nemmeno lui si rende conto di aver compiuto un gesto coraggioso che a mente fredda può apparire incosciente e che poteva costargli caro, forse la vita, ma che di fatto consente di sventare l’ennesima rapina - la quinta nel 2012 - in un centro scommesse ad Altopascio. A compierlo Hassan Moummad, 29 anni, marocchino, che venerdì sera alle 22,45 si trovava all’interno della sala giochi Match Point di via delle Cerbaie ad Altopascio. Mentre gli altri avventori - una quindicina, tra cui due donne - sono talmente immersi nei videopoker da non accorgersi nemmeno del malvivente che impugna il revolver il giovane marocchino reagisce. È disoccupato Hassan. Risiede con altri connazionali nel centro di Altopascio e passa spesso al centro scommesse. A giudicare dai fotogrammi delle telecamere a circuito chiuso interne al locale, Hassan sta uscendo dalla sala scommesse, dove si trova il totalizzatore e si può puntare sui cavalli o sulle partite di calcio, e si scontra con il bandito armato di pistola. La mole di Maciste Tangari è doppia rispetto alla sua e oltretutto il malfattore è armato di pistola calibro 7,65. Ma Hassan non ha paura e lo affronta. Una breve colluttazione poi il giovane desiste ed esce dal locale. Lì fuori c’è un metronotte dell’istituto di vigilanza della Globo che sta effettuando un servizio di controllo in un’azienda vicina. Il marocchino gli spiega che dentro la sala scommesse c’è un rapinatore. Di lì la decisione d’intervenire, la nuova collutazione tra Tangari e il marocchino, il bandito che spara due colpi di pistola all’indirizzo di altrettante slot, il vigilante che da fuori esplode un colpo di pistola verso il basso con il proiettile che si conficca in un mobile. A quel punto Tangari getta a terra la pistola, Hassan si libera della stretta del rapinatore, recupera l’arma ed esce invitando il malvivente ad arrendersi. Quello avanza e nella nuova colluttazione per riprendersi l’arma mette una mano sulla canna del revolver e con l’altra provoca una torsione della mano del giovane. In quel momento parte un colpo che colpisce il bandito alla nuca. Una sequenza drammatica che dura neanche tre minuti. I carabinieri sono stupiti del coraggio del giovane e si complimentano per il suo sangue freddo. «Altri al suo posto non l’avrebbero fatto, meriterebbe un premio» dicono. E quale premio migliore che un posto di lavoro magari nella security?(l.t.)

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