Il dolore
Le primarie di Sel, scarsa l’affluenza lucchesi sconfitti
Solo in 567 vanno alle urne nei seggi della provincia I candidati del territorio surclassati da quelli di altre città
LUCCA. Niente lucchesi in Parlamento. O meglio, nessun rappresentante nostrano di Sel finirà a Roma. La due giorni di primarie è iniziata ieri con il voto degli elettori di Sinistra Ecologia e Libertà chiamati a scegliere i candidati del partito che alle prossime elezioni politiche saranno inseriti nella lista regionale per il parlamento. Tre i nomi del territorio in lizza: l’ex assessore regionale Eugenio Baronti di Capannori e Maria Elena Braccini di Vagli di Sotto, erano in corsa per la camera, mentre Oriana Rispoli, nata a Roma, ma residente a Lucca, era candidata al senato. Ebbene nessuno dei tre ha ottenuto risultati eclatanti o tali da poter sperare in una buona collocazione nel listino. Colpa principalmente della bassa affluenza: in tutta la provincia sono andati a votare in 567. Nei tre seggi di Lucca in 314. Un’inezia, considerando che a Massa hanno votato in 1600.
Lo stesso Baronti, il candidato forte del territorio, classe ’54 e un passato in Regione, si è fermato a soli 105 voti alla Camera nella sua provincia. Elena Braccini, invece, ha raccolto 75 voti. Oriana Rispoli, al senato ha ottenuto 82 voti. In generale, si tratta di risultati che danno poche chance ai tre visto che la corsa si fa a livello regionale e che altre città hanno avuto un affluenza assai superiore e presentavano candidati sulla carta più quotati.
«Come regione possiamo aspirare a mandare alla camera 3-4 deputati – spiega Antonio Nannipieri, portavoce di Sel – Un posto è bloccato dal nazionale per cui ne restano due, al massimo tre. Era difficile che i nostri candidati riuscissero a piazzarsi in queste posizioni. Poi tutto dipenderà dal risultato delle elezioni politiche: se Sel riuscisse a superare l’8% prenderebbe anche un senatore e almeno un altro parlamentare. A quel punto avremmo qualche speranza in più»
Sel Lucca, dunque, paga lo scarso radicamento nel territorio dove i partiti della sinistra hanno sempre un po’ faticato. Inoltre la competizione in questo caso era assai più serrata: i candidati erano 46 inseriti in un unico collegio regionale. La modalità di voto prevedeva la consegna di due schede: una per la scelta dei candidati alla camera e una per la scelta dei candidati al senato. Su entrambe era possibile indicare fino a due preferenze a patto che fossero di genere diverso. Chiaro che il collegio unico regionale favorisse città come Firenze, Livorno, Siena o Massa dove il movimento di Vendola ha numeri maggiori.
Al seggio di via Sant’Andrea, nel centro di Lucca troviamo anche Oriana Rispoli, una delle candidate: «È stato bello partecipare – spiega – il partito mi ha chiesto di mettermi in gioco e io ho accettato perché pensavo di poter dare un contributo con il mio impegno». Rispoli, consulente nella gestione e conservazione dei beni culturali e nella organizzazione di eventi, individua proprio nella cultura e nei giovani una delle chiavi per far crescere Sel e la città. «Il coinvolgimento di questi due fattori è lo strumento per attrarre e far partecipare un maggior numero di persone», spiega prima di lasciare il seggio.
Gianni Parrini
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