Il Tirreno

Lucca

Costretti a fare chilometri per raggiungere la posta

di Nicola Nucci
Costretti a fare chilometri per raggiungere la posta

Sul piede di guerra gli abitanti di San Gennaro dopo la chiusura dell’ufficio Adesso devono andare a Zone, Gragnano oppure a Segromigno

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SAN GENNARO. Gli utenti del paese dovranno recarsi agli uffici di Zone, Gragnano e Segromigno per ritirare la pensione e pagare le bollette o spedire pacchi e raccomandate dopo la chiusura delle poste.

Così è scritto nel documento inviato dall'azienda all'attenzione del sindaco Del Ghingaro e del Comune e ai cittadini della frazione dopo la chiusura in seguito al piano di riorganizzazione e razionalizzazione degli uffici postali nella Piana. I paesani non ci stanno e hanno contestato lo smantellamento dell'ufficio postale che dieci giorni fa ha definitivamente chiuso i battenti. Non stupisce la protesta visti i disagi per gli utenti di cui si è fatto portavoce il consigliere comunale Raffaello Sodini (Pd) che ha seguito da vicino la vicenda, anche come componente della task force creata dal vicesindaco Menesini e da sei consiglieri comunali (votato anche un ordine del giorno contrario alla chiusura degli uffici postali nella Piana) per salvaguardatre in modo particolare salvaguardare gli utenti delle zone collinari.

«L'aspetto sconcertante è che gli abitanti di San Gennaro hanno appreso della chiusura dell’ufficio postale dai giornali – lamenta e Sodini - e anche il Comune invece di essere contattato come da accordi dai dirigenti di Poste spa per discutere della decisione e trovare eventualmente soluzioni alternative si è visto recapitare una lettera nella quale si comunicava che l’ufficio postale chiudeva dal 18 dicembre e che le sedi postali di riferimento per quella zona diventavano Gragnano, Zone e Segromigno, distanti anche otto-dieci chilometri. Questo comportamento è inaccettabile soprattutto perché non si conoscono i criteri di questa decisione, in questo modo si tende sempre più ad isolare le colline e svuotarle di servizi essenziali. Mi auguro che i vertici di Poste facciano un passo indietro e ripensino il piano di razionalizzazione arrivando ad aprire un tavolo di confronto con l’ente per discutere eventuali soluzioni e percorrere strade alternative che a mio avviso sono percorribili, anche ad una riduzione degli orari di apertura che fino alla chiusura era di due giorni alla settimana. Se ci fosse stata concertazione avremmo potuto giungere ad una riorganizzazione del servizio senza penalizzare gli utenti».

Poste Italiane per ora ha chiuso gli sportelli di Ruota e San Gennaro. Il segretario della Slp-Cisl Marco Tortelli lascia speranze per il mantenimento degli uffici postali di Gragnano (dove c'è stata anche una raccolta di firme), Massa Macinaia e Botticino (Villa Basilica), così come non dovrebbero chiudere a Matraia, Pieve di Compito, S. Ginese e San Salvatore (Montecarlo). Ma tutto sarà più chiaro nel nuovo anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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