Il Tirreno

Lucca

Alla Valore regalo da oltre 300mila euro

di Luca Tronchetti

Stando al consulente dell’accusa l’ex complesso Bertolli valutato dal Comune come si trattasse di unità abitative

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LUCCA. Un regalo alla Valore spa. Costato alla comunità una cifra superiore ai 300mila euro. È la pesante accusa che la procura della Repubblica rivolge all’ex primo cittadino Mauro Favilla indagato per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta corruzione nel settore urbanistico e raggiunto dall’avviso di conclusione dell’indagine iniziata nel settembre 2010. Stando al consulente tecnico (un commercialista fiorentino) dell’ufficio del pubblico ministero la valutazione del compendio immobiliare della ex Bertolli di Sorbano del Giudice destinata al Polo Fiere è incongrua, eccessiva. Poichè il fabbricato è stato acquistato a un prezzo al metro quadrato identico o quasi a quello di civili abitazioni. Quando si trattava di un complesso aziendale dismesso e il cui valore era decisamente inferiore. Ne sa qualcosa il neo presidente della società Lucca Fiere e Congressi, il commercialista Marco Terigi, che si trova in bilancio - al di là del disavanzo - anche l’acquisizione della partecipazione azionaria di Valore spa nella controllata Lucca Polo Fiere per un importo di 2,2 milioni di euro. Per il sostituto Fabio Origlio si tratta di un ingiusto vantaggio patrimoniale di rilevante gravità procurato a Valore spa dall’allora sindaco che, nello svolgere le sue funzioni di socio di maggioranza di Lucca Holding spa (società a prevalente capitale pubblico e controllata dal Comune) in violazione di norme di legge non sottopone l’assunzione di nuove partecipazioni in società all’autorizzazione del consiglio comunale. Favilla con una lettera del 13 maggio 2009 autorizzava il presidente del Cda di Lucca Holding ad acquistare la partecipazione azionaria di Valore nella controllata Lucca Polo Fiere. Un acquisto avvenuto effettivamente 9 giorni dopo. Oggi il Comune detiene il 65% del pacchetto azionario di una struttura al collasso.

Tani e la nuova imputazione. Una modifica sostanziale del capo d’imputazione per l’ex dirigente comunale del settore programmazione e pianificazione del territorio sconsiglia alla difesa, forte di una decisione del Riesame e della Cassazione riguardo all’annullamento delle misure cautelari, di chiedere l’abbreviato davanti al gup nell’udienza che dovrebbe tenersi a primavera. Perché la procura ha inserito una nuova imputazione per Maurizio Tani. Il dirigente il 20 dicembre 2010 avrebbe predisposto una relazione allegata alla delibera del consiglio comunale del 17 gennaio 2011. Tra le premesse si affermava: «le modifiche cartografiche determinano l’uso di piccole aree a livello locale, si ritiene che la variante in oggetto possa essere esclusa dalla valutazione integrata». Un’affermazione che il magistrato ritiene falsa in quanto si trattava di una variante che riguardava una zona d’intervento di gran lunga superiore ai 10 ettari e come tale soggetta alla valutazione ambientale strategica (Vas). Una denuncia che tra l’altro arriva in consiglio comunale durante un intervento dell’allora capogruppo Pd, Alessandro Tambellini. Per Tani poi, oltre al falso ideologico e materiale in atti pubblici, scatta la corruzione avendo favorito Valore per la realizzazione di progetti edilizi e urbanistici (parco S. Anna e ristrutturazione dello stadio Porta Elisa) e percepito un abbonamento Vip alle partite della Lucchese del valore di 2mila euro.

Assunzione parenti. A Chiari, tra l’altro, imputa anche di aver ottenuto da Doroni (vice presidente di Sistema Ambiente) l’assunzione a tempo determinato in violazione di legge presso Sistema Ambiente della figlia. In cambio, per l’accusa, di atti contrari ai doveri d’ufficio esercitando pressioni sul sindaco e gli uffici comunali affinché venissero approvate le varianti urbanistiche chiesta da Sistema Ambiente.

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