Il Tirreno

Lucca

I cittadini vigilano sugli atti dell’ente

I cittadini vigilano sugli atti dell’ente

Grazie a un nuovo regolamento via libera a istanze, petizioni, referendum sull’attività del consiglio

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LUCCA. Via libera a istanze, petizioni, iniziative per atti del consiglio e referendum. Il Comune dà una spolverata agli strumenti di partecipazione dei cittadini, già introdotti nel 1997, e lo fa con un nuovo progetto di comunicazione pubblica. «Vi diamo un consiglio,dateci un consiglio», si chiama l’’iniziativa che vuole favorire il coinvolgimento dei cittadini. «In particolare – spiega il presidente del consiglio comunale, Matteo Garzella – il regolamento è finalizzato a promuovere la partecipazione civica, intesa come un processo che consente ai cittadini di contribuire alla formazione delle decisioni che riguardano la propria comunità di riferimento. I cittadini possono confrontarsi direttamente con gli organi comunali, comunicando le proprie idee, attraverso precisi strumenti di partecipazione».

Il regolamento per la partecipazione era stato approvato nel 1997 dalla giunta Lazzarini e prevedeva già l’introduzione di tutta una serie di istituti per la partecipazione attiva dei cittadini che però negli anni non sono mai stati sfruttati. Così sotto la giunta Favilla si era dato un nuovo restyling. L’approvazione è avvenuta a marzo, come ultimo atto della precedente amministrazione, e ora si punta a promuoverla.

«Il nostro regolamento – prosegue Garzella – va nella direzione di dire ai cittadini di relazionarsi al Comune e di entrare nel processo decisionale. E l’amministrazione ha tempi certi per dare una risposta». L’intero regolamento potrà essere richiesto all’ufficio relazioni con il pubblico di viale del Moro 17 o altrimenti può essere scaricato dal sito internet del Comune, dove si troverà anche la brochure esplicativa con gli istituti a disposizione. Con le istanze si può chiedere al sindaco o al consiglio di avviare un procedimento amministrativo o di attuare provvedimenti esecutivi che sono rimasti fermi; le petizioni invece richiedono 50 firme e sono atti di indirizzo politico con le quali si sottopongono necessità o si chiede di provvedere su situazioni di interesse generale. Le iniziative per gli atti del consiglio di firme ne richiedono 500 e si tratta di proposte di deliberazione da presentare in commissione per poi essere iscritte ai lavori del consiglio. Infine i referendum che possono essere proposti dal consiglio (consultivi) o da 5mila cittadini elettori (propositivi o abrogativi) e che per essere validi devono ottenere il quorum della metà più uno degli elettori. (a.p.)

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