Proteste
Cittadella dello sport a est dell’ospedale
Il sindaco Tambellini pronto a valutare questa possibilità. E al Campo di Marte vuole il meglio della ricerca scientifica
di Alessandro Petrini
LUCCA
Il Comune sta cercando soluzioni per un nuovo palazzetto dello sport. La voce è quella del sindaco Alessandro Tambellini che individua come zona possibile quella a est del Campo di Marte, in pratica quella di fronte all’attuale obitorio. E’ lì che giunta e tecnici starebbero pensando di prevedere una cittadella dello sport da inserire nel nuovo piano strutturale, uno degli argomenti più caldi degli ultimi giorni dopo le anticipazioni del Tirreno sulla volontà di Alfredo Susanna, patron dell’Arcanthea Pallacanestro Lucca, di volersi rivolgere al Comune di Capannori.
«Stiamo cercando soluzioni che poi dovremo capire se saranno soddisfacenti», spiega il primo cittadino che però non mette alcun veto all’idea di costruire a Capannori: «Si possono pensare anche a situazioni integrate perché ci si deve rendere conto che il territorio di Lucca è quasi interamente saturo. Il palazzetto dello sport è una struttura gloriosa che sconta il peso degli anni. La parte a est del Campo di Marte potrebbe benissimo diventare un’area sportiva».
Il futuro dell’ospedale. L’altra questione all’ordine del giorno è il futuro del Campo di Marte per il quale però la data del 15 dicembre 2012 indicata nel protocollo siglato con la Regione non è vincolante. «Bisognerà prendere decisioni con l’Asl e la popolazione - dice Tambellini -. Ovviamente una parte dell’ospedale dovrà essere riconvertito ma continuerà a svolgere misure compensative per la sanità. Per il resto posso dire che mi piacerebbe un lancio internazionale che potesse portare a Lucca il meglio del meglio della ricerca».
Gli esempi sono un centro per le protesi, poi ancora laboratori di farmaceutica e biotecnologici. «Aprirei le braccia a chiunque volesse insediare strutture del genere», afferma, e poi mette un punto fermo: «non possiamo consentire che quella rimanga una struttura fatiscente in una situazione di abbandono».
Cantoni e Macelli. Un discorso che vale anche per l’ex Cantoni - «Un’area periferica dove non si può sbagliare» - ma anche per la zona dei Macelli, dove è difficile pensare che il mercato ortofrutticolo rimanga nella situazione attuale. Poi c’è da capire se la città ha bisogno di strutture a sostegno del Teatro del Giglio per ospitare spettacoli importanti che richiedono spazio e pubblico adeguati, e infine dare una funzione importante al complesso di San Francesco dove potrebbe davvero nascere un punto per congressi e convegni di alto livello. Ogni scelta dovrà essere calibrata con le esigenze del centro storico che abbiamo l’obbligo di mantenere con certe caratteristiche».
Piuss. Rappresenta un’opportunità per mettere mano a una parte importante della città. «Fosse toccato a noi riavviarlo – spiega il sindaco – l’avremmo già fatto con una serie molto ampia di consultazioni. Del resto le gare sono state tutte affidate in via preliminare e in qualche caso anche in via definitiva. Se andiamo avanti è ovvio che ci prendiamo un rischio, se invece lo stoppiamo si perdono un’occasione e un sacco di soldi senza fare niente. Del resto chi si è aggiudicato le gare non starà zitto e già ora si è spesa una cifra notevole. In più scegliere di non fare la manifattura significa lasciarla così, perché non vedo altre opportunità e pensare di recuperarla con i mezzi del Comune in questo momento è improponibile. Così invece potremmo contare sul 60% di fondi comunitari e sul 40% di fondi nostri che possiamo recuperare con concessioni o vendite. Ci vuole il coraggio di agire e portare questa struttura nel circuito dell’utilizzazione che è più valido di quello della non utilizzazione».
Il piano strutturale. Appena finite le feste inizieranno i processi partecipativi e questo è un punto che sta a cuore a Tambellini: «Non possiamo prescindere da una consultazione ampio, non solo per i soggetti portatori di interesse, ma soprattutto per i cittadini, che costituiscono una discreta fetta della città e hanno bisogno di essere sentiti sulle modalità in cui intendiamo organizzare il territorio. Ci siamo trovati con tante cose avviate e dobbiamo prendere decisioni che ci costringono a mediazioni. Entro il 2013 pensiamo di essere in grado di fornire il nostro testo, vogliamo rispettare questi tempi e anzi, credo che siamo già andati troppo avanti. Non ci sono però soluzioni preconfezionate e siamo consapevoli che il tempo corre in fretta e che grandi cambiamenti sono avvenuti. Abbiamo una grande quantità di edifici da convertire e soffro moltissimo a sapere che la struttura di Maggiano è in pessime condizioni. Tutto dev’essere riutilizzato, altrimenti dev’essere demolito. Ma si tratta di un patrimonio che rischia di andare perduto».
Nuovo dirigente. Se per le dimissioni di Serafino Turturici si è aperto un bando interno per sostituirlo, entro il 31 dicembre è previsto l’arrivo di un nuovo dirigente. Si tratta dell’ingegner Luca Amadei, di Forte dei Marmi, che aveva vinto la selezione aperta a primavera. Vista la sua formazione, sarà indirizzato verso un settore tecnico, probabilmente quello dei lavori pubblici che attualmente è in mano a Paolo Nocchi, in procinto di andare in pensione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
