Il Tirreno

Lucca

Speranze nel Capodanno dopo un Natale sotto tono

di Barbara Antoni

Albergatori propositivi: la crisi c’è ma bisogna organizzarsi per superarla In arrivo prenotazioni per il ponte di San Silvestro, ospiti perlopiù italiani

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LUCCA. Natale sotto tono per il turismo, ma si confida nel week-end lungo di Capodanno. Le prenotazioni non si può dire che fiocchino, ma con certezza - lo confermano direttamente gli esponenti delle categorie degli albergatori - cominciano ad arrivare. E per la stragrande maggioranza, i turisti che si attendono nei prossimi giorni in città non arrivano da oltreconfine ma dall’Italia, un trend ormai consolidato a Lucca per le festività natalizie. Solo che quest’anno i turisti italiani sono mancati a Natale: l’austerity ha indotto la gran parte di chi era abituato a partire a rimanere a casa, ma in tanti, evidentemente, hanno deciso di dedicare al viaggio breve i giorni a cavallo tra San Silvestro e Capodanno.

L’aiuto del calendario. Pietro Bonino, presidente degli albergatori di Confcommercio, fa notare che è per primo il calendario a portare fortuna al turismo di fine anno. «Il 29 è sabato, il 30 domenica, l’ultimo di lunedì, e il primo, festivo, il martedì. Con un solo giorno di ferie si riesce a mettere insieme una vacanza di quattro giorni: credo che questo elemento sia alla base di tante prenotazioni che stanno arrivando. A Natale il turismo è stato molto limitato, sono mancati gli ospiti italiani. Ma qualcuno al ponte di fine anno non ha rinunciato».

Alberghi chiusi a Natale. Alcuni albergatori, non ne fanno mistero, nei giorni di Natale hanno deciso quest’anno di tenere la propria attività chiusa; chi di alberghi ne ha due, ne ha tenuto aperto solo uno, proprio perché tutti i sentori c’erano perché si trattasse di una festa che quest’anno si presentava “tiepida”. «Le aspettative del turismo di questi giorni - dice il direttore di Confesercenti Emanuele Pasquini - ricalcano quelle del commercio, e cioè di una flessione. Un dato riscontrato a Natale ma che ci si aspetta anche per fine anno. Il fatto è che il maggiore movimento, nelle festività, è dato dai turisti italiani, che quest’anno avvertono gli effetti della crisi».

«Chiudo ma penso positivo». «A Natale anche noi abbiamo preferito stare chiusi - spiega Andrea Martinelli, albergatore e presidente della sua categoria in Confesercenti -. E lo saremo anche a fine anni. Ho fatto un sondaggio tra i miei ospiti più abituali per San Silvestro e ho capito che anche con i prezzi fermi c’era poca voglia di muoversi, di partire. Credo che il calo del potere di acquisto dei clienti sia uno degli elementi con cui dovremo fare i conti». Diminuendo ancora i prezzi? «I prezzi vanno abbassati fino a un certo limite - dice Martinelli -. Faccio un esempio: il prezzo minimo che praticavo nel mio albergo nel 2005 era 99 euro per una notte, ora è 79. Non credo si debba calare ancora. Ma penso che dobbiamo riuscire a conquistare nuove fette di mercato, oltre a recuperare chi abbiamo perso per via della crisi. Dobbiamo offrire qualcosa in più, la città deve creare più occasioni per dare un motivo di venire a Lucca. Anche la nostra città deve conquistare una reputazione, nel mondo, che le consenta di essere conosciuta da tutti. Gli albergatori lavorano in questo senso, ma anche le istituzioni devono farlo. Io credo che nei momenti di difficoltà non si debba cadere nell’angoscia: dobbiamo contenere i prezzi ma anche capire come e dove va il mercato e investire. Per sopravvivere nel 2013 e 2014 bisogna essere pronti a correre. Tutti insieme dobbiamo lottare per stare dall’altra parte della crisi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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