Il Tirreno

Lucca

Rapine, sos dei commercianti

di Domenico Tani
Rapine, sos dei commercianti

Dopo l’assalto a Catelli l’Ascom chiede un confronto con le forze dell’ordine per nuove iniziative

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LUCCA. Sos dei commercianti dopo la rapina di cui è stata vittima Giovanni Catelli, titolare dell’omonimo bar tabaccheria ricevitoria di San Vito.

«Le telecamere non bastano più- dice il presidente dell’Ascom Ademaro Cordoni - la prima fase della prevenzione è superata. Noi siamo grati alle forze dell’ordine e alle istituzioni per gli sforzi che stanno facendo, ma ci sono ancora molte altre cose da valutare e da fare e siamo pronti a fornire la nostra collaborazione».

Cordoni si fa interprete delle preoccupazioni di tutta la categoria e aggiunge: «Ci troviamo di fronte ad una vera e propria aggressione da parte di una delinquenza sempre più spavalda».

Il presidente dell’Ascom vuole anche esprimere «la nia viva e sincera vicinanza e quella di tutta la grande famiglia dei commercianti, all’amico e collega Giovanni Catelli e alla sua famiglia per questo gravissimo atto criminale».

Intanto le indagini della polizia e dei carabinieri proseguono senza sosta. Fino ad ieri sera la potente Mercedes rubata a Giovanni Catelli di fronte alla sua villa non è ancora stata trovata.

Gli inquirenti si stanno muovendo in varie direzioni senza tralasciare nessuna traccia. Sono stati visualizzati filmati ed ascoltate varie persone che potrebbero avere visto eventuali movimenti sospetti.

Sembra che si siano fatte avanti persone che abitano nella zona dove è avvenuta l’aggressione per dire che gli spari sarebbero stati più di uno. Naturalmente sono testimonianze che dovranno essere vagliate dagli inquirenti.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Capannori al comando del maresciallo Antonio Fasiello perché il luogo dove è avvenuta la rapina rientra nella giurisdizione della caserma di Capannori.

Intanto Giovanni Catelli ieri mattina pur dolorante e ancora molto scosso dall’accaduto è rientrato al lavoro alla sua ricevitoria al Tondo di San Vito. «E’ stata una esperienza difficile da dimenticare – racconta Giovanni Catelli – ho ancora negli orecchi l’esplosione dello sparo e il dolore dei colpi ricevuti che mi hanno impedito di dormire. Voglio ringraziare polizia e carabinieri per l’ottimo lavoro che stanno facendo per risalire agli autori di questa aggressione».

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