Sicurezza
Pd, primarie di corsa al via la campagna più breve della storia
Si vota domenica dalle 8 alle 21 in tutta la Lucchesia Quattro i candidati, ma solo uno andrà in Parlamento
LUCCA. La campagna elettorale più breve della storia è partita: domenica 30 dicembre, dalle 8 alle 21, si vota per la scelta dei candidati del Partito democratico al parlamento. Un appuntamento importante e tuttavia preparato in fretta e furia a causa della caduta anticipata del governo Monti, con le elezioni politiche che si terranno il 24 febbraio. Compresse tra le feste di Natale e Capodanno, gli abbandoni dell’ultimo minuto, una legge elettorale che non le favorisce e un risultato che per di più non pare in bilico queste primarie sembrano partire con la luna storta. Le previsioni di affluenza ne risentono: se il 25 novembre i votanti per la scelta del candidato premier erano stati 18.357 e al ballottaggio della settimana successiva si erano presentati in 16,919 stavolta i più ottimisti contano di arrivare a 6/7mila partecipanti. Colpa anche della differenza di appeal dei candidati: i quattro moschettieri del Pd lucchese non hanno certo il seguito di Renzi e Bersani.
Dato che non ci sarà la corsa alle urne, stavolta appaiono meno spinose le questioni legate al regolamento: possono partecipare al voto coloro che hanno già preso parte alle consultazioni del mese scorso o gli iscritti al Pd nel 2011 che abbiano rinnovato l’adesione. Per esercitare il diritto di voto ciascun elettore deve dichiararsi sostenitore del Pd, sottoscrivere un pubblico appello e versare una sottoscrizione di almeno due euro per la campagna elettorale. Si potranno esprimere una o due preferenze a patto di indirizzarle su candidati di sesso diverso. Qualora le due preferenze fossero rivolte a candidati dello stesso genere la seconda nell’ordine verrebbe considerata nulla.
Più complicata è la questione relativa alle chance dei candidati di approdare in parlamento. In base ai risultati del 2009 alla Lucchesia sono stati riservati due posti nella lista regionale: 12° e 33°. Il che significa che solo il vincitore delle primarie sarà sicuro di avere un posto nella prossima legislatura. Il secondo classificato rischia grosso dato che nella migliore delle ipotesi (premio di maggioranza alla camera e al senato) gli eletti potrebbero essere al massimo 34-35. Ma occorre tenere presente che dai 6 ai 9 posti sicuri (quindi quelli nelle prime posizioni) saranno occupati dal “listino bloccato” di Bersani. Per cui la 12° e la 33° posizione assegnate a Lucca rischiano di diventare la 20° e la 41°. Per questo il secondo candidato lucchese rimarrà quasi sicuramente a casa.
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