Finanza
In piazza si pensa all’aggressione politica
Inquirenti cauti sulla matrice, in tanti al presidio in San Michele. Giannecchini operato alla testa: grave ma fuori pericolo
di Barbara Antoni
LUCCA
All’inizio davanti al loggiato di San Michele è un gruppo di piccoli numeri, ma fa presto ad aumentare. In pochi minuti sono oltre cento i partecipanti alla manifestazione a sostegno di Lilio Giannecchini, il comandante partigiano, oggi 87enne, aggredito con ferocia e rapinato nel tardo pomeriggio di domenica mentre faceva ritorno alla Casa del clero, residenza per sacerdoti anziani e altri ospiti in via San Nicolao. Giannecchini è ricoverato a Cisanello, nel reparto di neurochirurgia, dove la vigilia di Natale è stato sottoposto a un delicato intervento di craniotomia, per l’asportazione dell’ematoma frontale destro causatogli dalle mazzate che lo hanno colpito a ripetizione. È ancora grave anche se non in pericolo di vita.
Un’iniziativa estemporanea quella del corteo, nata e realizzata nel giro di poche ore grazie a un tam-tam su Facebook tra i cui artefici ci sono anche i giovani del collettivo studentesco e al quale hanno aderito il Movimento popolare di liberazione, militanti nella Federazione della sinistra oltre a numero cittadini indignati per l’accaduto. La tesi più condivisa sull’aggressione per i partecipanti al presidio - a cui Bruno Rossi, dell’associazione Ideali e valori, amico fraterno di Giannecchini, ha portato il suo saluto e ringraziamento - è quella dell’aggressione per motivi personali e politici («sembra più un tentato omicidio che una rapina, una vigliaccata, un agguato studiato», dice tra gli altri Pierluigi Ferrara, della Federazione della sinistra). Anche se al momento gli inquirenti (i carabinieri) mantengono il massimo riserbo e non è esclusa la pista della rapina.
Assenti esponenti politici e delle istituzioni. Nessun personaggio pubblico al presidio per Giannecchini: né delle istituzioni né della politica. Assente l’Anpi lucchese, in conflitto con Giannecchini da un anno a questa parte, mentre un’attestazione di solidarietà da parte dell’Anpi di Pistoia viene letta da Rossi. Il quale invita i presenti a «rifondare l’Anpi di Lucca».
Le reazioni. Tante le reazioni dopo l’agguato a Giannecchini. Tante attestazioni di solidarietà. Come quella del presidente della Provincia Stefano Baccelli, che «condanna la grave aggressione e augura a Giannecchini pronta guarigione». Tra le attestazioni di solidarietà quella del Sel di Lucca con la sua coordinatrice Margherita Cagnoni, del presidente dell’Istituto storico per la Resistenza di Lucca Stefano Bucciarelli. E ancora: solidarietà da Massimiliano Piagentini (Rifondazione), dal presidente del comitato Anpi Lucca Carlo Serio, dall’ex assessore regionale Eugenio Baronti e dalla Federazione provinciale dei comunisti italiani, da Bruno Giannoni del consiglio di AssoArma di Lucca, dal signor Guglielmo Brighi. Ma anche testimonianze di altra ispirazione: come quella di Andrea Palmeri, componente degli ex Bulldog, il quale su Facebook afferma che «per me un personaggio così può anche schiattare. Sarei contento se beccati gli autori si venisse a scoprire che sono extracomunitari». Mentre Daniele Rivieri, segretario provinciale della Destra di Lucca, commenta che la sua solidarietà «non va solo a Giannecchini perché partigiano ma a tutte le vittime di violenza».
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