Il Tirreno

Lucca

Il regalo lo cerco usato e low cost

di Flavia Barsotti
Il regalo lo cerco usato e low cost

Impennata di vendite negli ultimi giorni al Mercatino. E fra i clienti spuntano anche medici e avvocati

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LUCCA. «Il Natale dovrebbe essere un simbolo di unione e familiarità e donare qualcosa di usato rispecchia perfettamente questa filosofia», dice Erika Garibaldi, mentre curiosa fra gli innumerevoli oggetti esposti al “Mercatino dell’usato” di viale San Concordio.

Dalla penna alla porcellana, fino ai libri, passando per dischi, mobili, abbigliamento e altro ancora, le idee sono tante e per tutti i portafogli.

In tempi di crisi, infatti, sono molti coloro che si affidano al “regalo riciclato” potendo contare non soltanto sul risparmio, ma anche sull’originalità. «Come dico sempre – afferma Simona Quartararo, che gestisce il Mercatino – “usato” non significa rotto o sporco, ma qualcosa a cui offrire una seconda vita. È partendo da un simile presupposto che questa cultura si sta diffondendo e, dai medici agli avvocati, finalmente nessuno si vergogna più».

E infatti, c’è chi, per dedicare un pensiero alla famiglia nel giorno di Natale, acquista, per pochi spiccioli, anche a partire da un euro, un libro per ogni componente; chi preferisce pezzi unici da collezione e chi, invece, sceglie di regalare un ricordo, come racconta la stessa Simona. «Proprio ieri un cliente ha comprato un giradischi antico per la moglie allegando, dai Pink Floyd, a Mina, fino a Battisti, tutti i vinili che hanno avuto un valore particolare durante la loro storia d’amore». Molti di questi oggetti poi, aggiunge la proprietaria «dispongono della scatola originale e questo, soprattutto per un regalo, significa molto».

In queste ultime settimane, l’incremento di vendite è stato notevole e l’interesse si è esteso a un pubblico diverso dal solito, non più costituito solo da assidui frequentatori, ma anche da chi, in occasione del Natale, si approccia per la prima volta a una cultura di questo tipo.

Varie e originali sono le storie di chi si aggira fra gli scaffali del mercatino dell’usato, ognuno con uno scopo diverso, ognuno con la speranza di donare un sorriso, come il marocchino Hassan Ezzamery, che sceglie scarpe e vestiti per la propria famiglia. «Ho acquistato qui tutti i doni di Natale – afferma poi una signora mentre fa incartare una scacchiera in legno per il nipotino di otto anni –. Ho preso, ad esempio, i bicchieri per un’amica e una sciarpa per un’altra, ma anche libri, pupazzi, borse e molto ancora. Del resto, in tempi di crisi fa soddisfazione trovare a cinque euro quello che non potevi permetterti a trenta. Se oltre a ciò sei una collezionista come me e ti piace avere sempre qualcosa di insolito, allora è proprio il posto giusto».

Luoghi come questi, sembrano essere una risorsa per chi, come Barbara Vassalle: «Ho recentemente perso il lavoro e per Natale devo limitare le spese. Al Mercatino posso anche per vendere qualche oggetto che non uso più». Per farlo, basta infatti portare al negozio l’ articolo e concordarne il costo, dopo una piccola selezione, così da ricavarne qualche soldo o semplicemente disfarsi di qualcosa che sembra non servirci più. E così nelle vetrine vengono esposti anche oggetti di valore come il servizio da tè del 1937, acquistato da Paolo Bove.

Una passione, quella per l’usato, che contagia anche i giovani, come il ventinovenne Alessandro Giusti. «Sono venuto per fare un regalo a un amico – rivela -. Non sapevo cosa cercare, ma subito mi sono innamorato di un set di bicchieri decorati». E fra i clienti c’è anche chi, come Francesca Salvi, ha già provveduto ai regali e ora pensa al cenone. «A chiunque può capitare che all’ apparecchiatura manchi proprio quel pezzo in più per mettere a tavola tutti - dice mentre osserva alcuni piatti – e l’idea di poter pasteggiare con un oggetto appartenuto a qualche altra persona, è un modo per riviverne la storia e avvalora ancor più la tradizione del Natale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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