Il dolore
Mattone zero e risparmio energetico
Già tracciate le linee guida del nuovo piano strutturale, che vedrà la partecipazione della gente e la collaborazione di Imt
LUCCA. Mattone zero, solo interventi di recupero, riqualificazione, adattamenti per nuove tecnologie, in particolare per il risparmio energetico. Il nuovo piano strutturale - parola del sindaco Alessandro Tambellini - si snoderà attraverso queste linee guida. La sua stesura si avvarrà di due contributi essenziali: la partecipazione dei cittadini e una collaborazione scientifica di alto livello, vale a dire quella di Imt, l’istituto di alti studi in piazza San Ponziano.
Le assemblee pubbliche sono appena iniziate, e vedranno un’immediata accelerazione già a partire dall’inizio del 2013.
Ma il sindaco ha già idee piuttosto chiare su quelle che potranno essere le aree della città sulle quali intervenire in via prioritaria. «Ci sono aree sul territorio comunale - dice Tambellini - che sono tutte da ripensare. Penso ad alcune fasce collocate tra i quartieri di San Concordio, del Giannotti, la zona della ex Cantoni. Qui si trovano molti edifici dismessi che nessuno sa ad oggi come recuperare. Il nostro obiettivo - continua Tambellini - sarà comunque di puntare su una riqualificazione di larga parte del tessuto cittadino. Pensiamo che oggi non ci sia bisogno di aumentare i volumi delle edificazioni». Perché basta guardarsi intorno e vedere che tra gli immobili esistenti, per larga parte a uso residenziale, «c’è ancora molto di invenduto», sottolinea il primo cittadino.
La parola d’ordine del nuovo piano strutturale sarà ricostituzione del paesaggio, ma non solo. Ci sono altre opere di cui la città e il suo territorio necessitano. Come anche, elenca lo stesso Tambellini, «la ricostituzione del reticolo idraulico, il recupero di tanti edifici per il risparmio energetico e per l’implementazione di nuove tecnologie». Un pacchetto non indifferente di azioni volte a conservare il volto storico della città ma migliorandolo, dotandolo delle caratteristiche più peculiari alla modernità.
Già da gennaio prenderà il via una sequenza serrata di incontri nei quartieri, per ascoltare dalla diretta voce dei cittadini i bisogni più urgenti dal punto di vista urbanistico e della viabilità. «Gli incontri - spiega il sindaco - serviranno anche a costituire gruppi di lavoro. E in tutto questo impegno che ci attende avremo anche il supporto prezioso di Imt».
La convenzione tra Comune e istituto di Alti studi è prossima alla firma, ma il contenuto dell’accordo sul tipo di collaborazione e le specifiche sono già definiti.
«Siamo molto lieti di dare il nostro contributo nella formulazione delle nuove strategie di sviluppo del territorio lucchese - dichiara il professor Massimo Riccaboni, vicedirettore di Imt, docente di Economia e Management e referente per la collaborazione con il Comune per il nuovo piano strutturale -. In particolare Imt parteciperà con le proprie competenze scientifiche e tecnologiche all'analisi dei possibili scenari di innovazione, crescita e sviluppo economico locale. Questa attività è perfettamente in linea con l'obiettivo istituzionale di Imt di valorizzare i rapporti con il tessuto socio-economico del territorio per il trasferimento dei risultati della ricerca in ambito pubblico e privato, contribuendo ad avviare un processo collettivo volto a identificare una nuova prospettiva di crescita inclusiva e sostenibile, secondo la pianificazione regionale ed europea».
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