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Lucca

Ospedale unico, niente di fatto ma spunta il doppio progetto

di Luca Dini
Ospedale unico, niente di fatto ma spunta il doppio progetto

Numero di reparti e posti letto potranno cambiare a seconda della sede che sarà scelta La conferenza dei sindaci si aggiorna al 27 dicembre. È scontro fra i Comuni della Valle

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LUCCA. Castiglione non idoneo, la sfida Piano Pieve e Mologno influenzata da possibili scenari diversi per il nuovo ospedale, dubbi economici per la realizzazione e conferenza dei sindaci aggiornata a giovedì 27 per la decisione definitiva.

Dall’assemblea di ieri sono emersi tanti aspetti legati alla sanità e in particolare al nuovo ospedale unico della Valle del Serchio. Dopo la presentazione delle due relazioni, quella tecnica e quella sanitaria, gli interventi dei sindaci Mario Puglia (Vagli) e Paolo Fantoni (Piazza al Serchio): il primo interviene sull’utopia del nuovo ospedale senza i fondi, il secondo contesta la conclusione della relazione sanitaria che differisce dal protocollo d’intesa firmato dai sindaci. Alla fine sono la relazione sanitaria, presentata dal tecnico della commissione Andrea Vannucci, e le parole del presidente della commissione regionale sanità, Marco Remaschi, a far nascere le discussioni più accese. Infatti, la relazione propone due ipotesi per l’ospedale. Un presidio dotato di pronto soccorso, medicina, chirurgia, ortopedia e anestesia con servizi di supporto, letti di osservazione breve intensiva, probabilmente un punto nascita e 150 posti letto: un ospedale per rispondere alla domanda locale e per recuperare la mobilità passiva. Ipotesi che strizza l’occhio a Mologno visto che la mobilità passiva sarebbe quella delle zone di Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca oggi gravitanti su Lucca.

L’ipotesi B per una domanda locale di base: pronto soccorso con disponibilità di servizi di supporto con medicina, chirurgia ridotta ovvero ricoveri in day hospital o week surgery e solo 75 posti letto. Tutto diverso da quanto ventilato dal protocollo d’intesa firmato dai sindaci: «Una novità rispetto al piano che abbiamo approvato e io ragiono su quello – dice Fantoni a nome di altri sindaci dell’Alta Garfagnana – le distanze dalle realtà territoriali vanno considerate». Le parole di Remaschi che invita a giocarsi la partita entro due mesi preoccupano i sindaci per quanto riguarda la disponibilità di risorse della Regione: «Decidiamo poi se non ci saranno i soldi, dovrà dirlo qualcun altro», chiosa Fantoni. Mentre Puglia attacca: «Questa giornata è utile solo per lo scambio di auguri – sorride – le cose sembrano cambiate, si è messa la tovaglia troppo presto per dare impressione di un lauto banchetto e invece i soldi non ci sono. Protocolli? Ne ho firmati tanti, anche per il traforo, ma di buchi ancora non ne vedo». La relazione tecnica, presentata dall’ingegner Nicola Ceragioli, ha giudicato non idoneo solo il sito di Pian di Cerreto (Castiglione), per gli altri tre giudizio positivo anche se in sospeso secondo vari adempimenti da compiere sito per sito. La conferenza è aggiornata dal presidente Tamagnini a giovedì 27. Sarà il giorno decisivo?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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