Il Tirreno

Lucca

Per i dipendenti Alce sotto l’albero c’è la cassa in deroga

Per i dipendenti Alce sotto l’albero c’è la cassa in deroga

Scongiurato il licenziamento che doveva scattare a gennaio Si attende adesso il pronunciamento del Consiglio di Stato

2 MINUTI DI LETTURA





FORNOLI. Si apre uno spiraglio per i 72 dipendenti dell'Alce: per loro dall'8 gennaio sarebbe scattato il licenziamento, con la chiusura della procedura di mobilità aperta a suo tempo da parte della direzione aziendale. Invece, grazie all’accordo raggiunto ieri mattina il licenziamento, almeno per ora, è scongiurato, grazie alla concessione di tre mesi di cassa integrazione in deroga.

L'accordo è stato raggiunto a Firenze, nel corso di una riunione convocata dalla Regione alla quale hanno preso parte, oltre i rappresentanti del governo regionale, gli assessori provinciali Mario Regoli (lavoro) e Francesco Bambini (sviluppo economico), la direzione aziendale Alce, rappresentanti dell'Associazione industriali, del Comune di Bagni di Lucca, delle organizzazioni sindacali e le rappresentanze unitarie sindacali dell'azienda.

La nuova richiesta di cassa integrazione sarà richiesta a partire dal 9 gennaio 2013. «Siamo soddisfatti del risultato raggiunto – commentano gli assessori provinciali Bambini e Regoli – perché con questo accordo si permette di salvaguardare, almeno al momento, i livelli occupazionali, in attesa della sentenza del Consiglio di Stato sui ricorsi presentati dai comitati locali e da Legambiente contro la realizzazione della centrale a legno e della costituzione della nuova società che dovrà farsi carico della realizzazione definitiva dell'investimento».

Nei programmi, l’udienza del Consiglio di Stato sul ricorso si svolgerà il 12 febbraio.

Quello dell’ex cartiera Alce, destinata dalla proprietà (la multinazionale Silvateam) a diventare una centrale a biomasse, è un caso aperto da tre anni. I dipendenti, nel frattempo, sono passati da un centinaio a 72, per effetto di pensionamenti e dimissioni. Quelli rimasti hanno alternato periodi di cassa integrazione a periodi di impiego nella lavorazione del tannino, hanno battagliato e protestato per la loro condizione. Al progetto della centrale si sono opposti i comitati Ambiente e salute e Legambiente. La proprietà ha dismesso la cartiera; non è riuscita a costituire la nuova società con un ulteriore partner per dare il via alla nuova attività.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa