Sicurezza
Innovazione e mercati esteri, le industrie resistono alla crisi
Bilancio di fine anno all’Associazione lucchese con un po’ di ottimismo. Ma resta il peso dei costi energetici, delle infrastrutture, della tassazione e della stretta del credito. Ko il settore edile
LUCCA. L’Europa e l’Italia sono ancora nel pieno della crisi ma chi ha saputo investire e puntare sull’internazionalizzazione riesce a tenere molto meglio e in alcuni casi anche a crescere. E’ questa la fotografia dell’economia lucchese, ma anche nazionale, in questo finale di 2012. In poche parole le grandi aziende se la passano tutto sommato meglio delle piccole e medie imprese, spesso a conduzione familiare, che hanno in Italia tutto o quasi il proprio mercato di riferimento. A fornire questa proiezione è l’Assindustria Lucca nella consueta conferenza stampa di fine anno e la presidente Cristina Galeotti snocciola dati che alla fine contengono un barlume di speranza. Perché il 2012 si chiuderà con una contrazione del 2,1% (invece del -2,4% che era stato preventivato), nel 2013 si prevede un -1,1% mentre nel 2014 dovrebbe tornare a fare capolino il segno positivo (+0,7%). Deficit infrastrutturale e costo delle materie prime sono invece i principali problemi con cui il sistema produttivo locale si trova a fare i conti. Brutte notizie anche dall’accesso al credito con lo spread ancora elevato e il numero dei prestiti che è in forte recessione sia a livello provinciale che nazionale. Far ripartire l’economia lucchese si può ma è impensabile l’idea di tornare ai livelli del 2007 prima della crisi.
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