Finanza
In prima linea per aiutare i ragazzi immigrati
Alla comunità Carlo Del Prete a tavola con i giovani albanesi protagonisti di un progetto pilota
LUCCA. Metti un mercoledì a pranzo in comunità con dodici ragazzi albanesi, i responsabili, gli educatori, i volontari, gli insegnanti e le istituzioni cittadine. È successo ieri alla Comunità Carlo Del Prete, quando le porte dell'edificio si sono aperte per accogliere varie anime della città in occasione del pranzo di Natale che si ripete ogni anno come da consuetudine.
Allegra l'atmosfera e ottimo il pranzo, preparato dalla trattoria “Gosto e Mea” di Borgo Giannotti, consumato nei locali della struttura che ospita minori stranieri non accompagnati, gestita dalla cooperativa sociale “L'Impronta Onlus”. Presenti la presidente dell'Azienda pubblica servizi alla persona, Alessandra Marraccini, il responsabile della Comunità e vicepresidente dell'Impronta, Paolo Gaddini, il presidente dell'Impronta, Federico Fambrini, l'Arcivescovo, Italo Castellani, l'assessorato alle politiche sociali della Regione Toscana nella persona di Matteo Giordano, il presidente della Provincia, il sindaco, gli assessori al sociale di Lucca e Capannori e il Gruppo di Volontariato Vincenziano. Un modo originale per passare del tempo insieme e per far conoscere i progetti che animano la comunità. Uno su tutti “Re...mi...famiglia”, grazie al quale Lucca è diventata città pilota in Toscana per i percorsi di immigrazione che coinvolgono minori stranieri non accompagnati, con la Regione che ha deciso di prenderla a modello per tutte le comunità toscane, avviando e sostenendo percorsi di immigrazione di rientro. “Re...mi...famiglia”, infatti, ha permesso la creazione di un vero e proprio ponte tra i ragazzi in Italia ospiti della comunità e le famiglie in Albania, così da stabilire un contatto continuo ed abbattere luoghi comuni. www.improntacoop.it
Nadia Davini
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