Sicurezza
Disoccupato si incatena al Comune
La storia. «Non posso mantenere i miei figli. Ho venduto tutto, anche l’auto»
BAGNI DI LUCCA. Due giorni fa ha iniziato lo sciopero della fame e ieri mattina si è incatenato davanti al palazzo comunale per protesta. Lui è Daniel Tommasi, 49 anni, disoccupato: non riesce più ad arrivare alla fine del mese. «Da settembre chiedo aiuto alle istituzioni – spiega Tommasi – ma non si è mosso nulla. Gli assistenti sociali sono venuti a casa mia e hanno constatato la situazione in cui mi trovo ma niente più. Ho venduto quello che avevo: ho iniziato con oggetti e ricordi di famiglia, poi anche l’auto». Tommasi, residente a Brandeglio, è un fiume in piena: «Non ho da mangiare né alcun reddito. Non chiedo soldi ma assistenza e soprattutto un lavoro per provvedere ai bisogni primari. Ho due figli – prosegue – e dovrei dare loro un assegno di mantenimento ma non posso, in questa situazione non posso provvedere a loro come dovrei». Tommasi ha lavorato come investigatore privato, ha fatto il lavapiatti, l’operaio, il boscaiolo, il giardiniere, l’idraulico ed è conosciuto anche per il suo attivismo politico. «La mia situazione è comune a tanti padri di famiglia ma molti si vergognano e non scendono in piazza – afferma l’uomo –. Questa condizione è una istigazione al suicidio. Servono azioni concrete, non bastano i buoni propositi e le promesse. Io non chiedo elemosina ma un interessamento al welfare. Mi sono rivolto sia alla maggioranza che all’opposizione e spero che qualcosa si smuova». Tommasi vuole proseguire lo sciopero della fame e nei prossimi giorni forse tornerà a presidiare il palazzo comunale.
Il sindaco Massimo Betti e la responsabile dei servizi sociali spiegano che sono già stati presi provvedimenti sulla vicenda. «Monitoriamo la situazione di Tommasi, sono state compilate relazioni a seguito di sopralluoghi e abbiamo dato mandato per l’erogazione di fondi», dice Betti.
Chiara Lammari
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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