La protesta
Fratel Arturo Paoli rifiuta la cerimonia di cittadino onorario
Il religioso che ha da poco compiuto i cento anni ringrazia ma non vuole ricevere pubblici riconoscimenti
LUCCA. Coerente. Con la sua regola, con la sua scelta di vivere umile tra gli umili, con la sua fede, lontano dai clamori e dalle parate. Arturo Paoli non riceverà la cittadinanza onoraria che il Comune avrebbe voluto conferirgli nel corso di una seduta straordinaria del Consiglio, fissata per venerdì sera a palazzo Santini. La seduta, quindi, è stata annullata.
Il religioso, appartenente alla Congregazione dei piccoli fratelli di Foucauld, ha deciso di rifiutare il riconoscimento, che l’amministrazione voleva assegnargli all’indomani del centenario di vita (il religioso ha computo il secolo lo scorso 30 novembre).
«Fratel Paoli si dice grato – informa Luca Galli, capo gabinetto – per questo pensiero, che apprezza. Ma preferisce non prendere parte ad alcuna cerimonia né ricevere pubblici riconoscimenti. Così ha sempre fatto e così vuole continuare, in linea con la sua regola».
Nella sua lunga vita, in realtà, Paoli ha avuto due prestigiosi riconoscimenti per aver salvato ottocento ebrei durante la seconda guerra mondiale: è stato dichiarato Giusto tra le Nazioni e nel 2006 il presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi gli ha consegnato la Medaglia d’oro al valor civile. «Ma – sottolinea Galli – mi ha fatto presente di avergli accettati perché gli furono conferiti per decreto. E sono state le uniche occasioni in cui ha fatto un’eccezione».
Diverso il caso della cittadinanza onoraria offertagli dal Comune. Non si trattava di un vero e proprio atto ufficiale, visto che Paoli è già cittadino lucchese: non solo è nato a Lucca, in centro, ma vi è residente dal 2006, anno del suo ritorno in Italia dopo esserne stato lontano per 50 anni. La cerimonia a Palazzo Santini voleva essere, quindi, un omaggio alla sua vita e alle sue opere.
«Un modo – secondo le parole del sindaco Alessandro Tambellini – per rafforzare quanto questa città gli voglia bene e quanto stimi il suo lungo e prezioso impegno. Insomma, la cittadinanza onoraria come riconoscimento speciale per uno specialissimo cittadino lucchese».
Parole che il religioso ha apprezzato e apprezza ancora moltissimo, tanto che in un primo momento aveva accettato di prendere parte alla cerimonia. «Poi – spiega Galli – ha riflettuto meglio e a lungo, arrivando alla conclusione di non poter allontanarsi da una regola seguita per tutta la vita. Per quel che riguarda il sindaco e l’amministrazione, non cambia il sentimento da cui tutto era nato e l’attestato di stima, quindi, resta immutato e semmai, ancora più forte».
La decisione di Paoli non stupisce chi lo conosce bene, come Silvia Pettiti, del centro di documentazione intitolato al religioso, autrice di diversi saggi che lo riguardano. La scrittrice mette in evidenza come questo sia stato un anno di particolare sovraesposizione per lui. «Che – chIarisce – non si tira mai indietro nelle occasioni in cui può esprimere il suo messaggio, mentre non ama le cerimonie e il clamore, sicuramente fuori misura rispetto al suo sentire. E credo che ora senta il bisogno di tornare dietro le quinte».
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