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Lucca

LA RIFORMA

Per il 2013 la gestione resta di competenza della Provincia

Per il 2013 la gestione resta di competenza della Provincia

LUCCA. Se alla crisi economica si aggiunge la crisi di governo, la frittata è fatta. Con una riforma del lavoro già approvata dal Parlamento ma del tutto priva di decreti attuativi, in questo momento...

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LUCCA. Se alla crisi economica si aggiunge la crisi di governo, la frittata è fatta. Con una riforma del lavoro già approvata dal Parlamento ma del tutto priva di decreti attuativi, in questo momento è difficile prevedere quale sarà il futuro dei centri per l’impiego se non che a gennaio, con l’inizio del 2013, di fatto non cambierà niente, almeno fino alla fine di giugno. La competenza del lavoro per il momento è in mano alle Province, ma è molto probabile (pur se la legge di riordino si è bloccata)che tornino direttamente alle Regioni.

Nella legge Fornero il governo si era pure riservato una delega per la revisione del master plan dei servizi per l’impiego. Un modo per ridefinire i livelli minimi essenziali e legare in maniera stretta un sussidio di disoccupazione, che si chiamerà Aspi, con la partecipazione alle politiche attive per il reinserimento nel mondo del lavoro da svolgere presso i centri per l’impiego. L’idea era quella che i disoccupati fossero convocati dai centri entro tre mesi dalla perdita del lavoro e che nel giro di un anno partecipassero a un percorso formativo con colloqui individuali, corsi, aggiornamento del profilo e del curriculum.

In pratica affrontare la disoccupazione da professionisti in modo da percepire un sussidio fisso. Di fatto per il momento non cambierà niente. «In un clima di incertezza generale – spiega Fanucchi – la Regione a luglio aveva approvato una delibera per garantire alle Province la continuità del servizio fino a tutto il 2013, che di fatto sarà l’anno di transizione». L’altro nodo è legato al personale: tra le 85 e le 90 persone nei centri di tutta la provincia, di cui una trentina impiegati a San Vito. Di questi, circa due terzi sono lavoratori esterni di ditte che si sono aggiudicate l’appalto. Appalti in scadenza al 30 giugno «per cui – conclude Fanucchi – stiamo definendo le modalità per affrontare questi ulteriori sei mesi garantendo lo stesso livello di servizio». (a.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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