Il Tirreno

Lucca

Piano sicurezza, si punta sull’intelligence

di Gianni Parrini
Piano sicurezza, si punta sull’intelligence

Prefetto Cagliostro: qualcosa non funziona, strategia da rivedere. A gennaio l’incontro con i funzionari di Pisa e Pistoia

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LUCCA. «Dobbiamo avere l’umiltà di riconoscere che la strategia messa in atto per contrastare l’ondata di furti va rivista». Giovanna Cagliostro, nuovo prefetto di Lucca, va subito al sodo nel commentare gli esiti tragici dell’ennesimo furto avvenuto a Lucca. La vittima è Romano Rossi, pensionato di 79 anni, ex dipendente delle Poste, che sabato sera è morto di infarto dopo aver scoperto che la sua villetta a San Macario era stata messa a soqquadro dai ladri. Inutili i tentativi di rianimazione praticati dal medico del 118: il cuore dell’uomo non ha retto.

«Siamo usciti di casa poco dopo le 18 – racconta la moglie Alì Laschi – Lo ricordo bene perché Romano mi ha rimproverato per il ritardo: “Sbrigati a metterti gli stivali, altrimenti non troviamo parcheggio nel piazzale della chiesa”. Dopo la funzione siamo andati a mangiare una pizza e alle 21,15 siamo rientrati e abbiamo trovato la casa sotto sopra. Sono sicura che loro ci hanno visto uscire». Mentre pronuncia quel “loro” tende il dito verso un luogo indefinito che però ha un destinatario ben preciso: i malviventi che in quel breve lasso di tempo si sono introdotti nella villetta forzando la finestra situata sul retro. Una volta entrati i ladri hanno aperto con un piccone la porta di ferro che consente di andare ai piani superiori dell’abitazione e li hanno recuperato alcuni oggetti d’oro. Poi se ne sono andati. Nelle ore precedenti il furto, nella zona è stata vista un’auto di colore marrone targata Ravenna. Da qui partono le indagini.

L’esito tragico di quanto accaduto è stato accolto con rabbia e paura in tutta Lucca. «Una notizia che mi addolora – spiega il prefetto – Sono episodi che lasciano il segno. Quando sono arrivata nella vostra città, io che vengo da un territorio che con la criminalità ha ben altri problemi, pensavo che le priorità sarebbero state altre. Invece è bastato leggere i giornali per capire che quella dei furti è una vera e propria emergenza. Per questo, insieme alle forze dell'ordine abbiamo deciso di rivedere la strategia, sia nell'uso dell'attività di intelligence sia nella dislocazione del personale. È evidente che qualcosa finora non ha funzionato». Allo studio c’è un “piano di area vasta” che comprende oltre alla Lucchesia e alla Versilia anche le province limitrofe di Pisa e Pistoia. Le bande del crimine che colpiscono a Lucca, infatti, spesso arrivano da altri territori. Per questo è importante unire le forze e incrociare le banche dati. «Ho convocato per la prima decade di gennaio un comitato congiunto a cui parteciperanno le forze dell’ordine e le prefetture degli altri territori – spiega la dottoressa Cagliostro – Ma un piano di azione va fatto con i dati alla mano: per questo sto studiando in maniera analitica le mappe e i dati che mi sono stati forniti. Quando avremo in mano un quadro chiaro butteremo giù una strategia. Qualora ve ne fosse l’esigenza potremo chiedere anche ulteriori forze di polizia».

Il questore Claudio Cracovia, interpellato sull’accaduto, commenta il fatto con amarezza: «Da funzionario mi sento di chiedere scusa ai familiari del signore morto per quello che non siamo stati capaci di fare – spiega – Ogni crimine commesso è una sorta di insulto alle forze dell’ordine. A fianco di questo rammarico, continuo ad affermare che stiamo dando il massimo per garantire la sicurezza del territorio. Lo stesso faremo perché gli autori di questo reato siano presi e consegnati alla giustizia».

Il sindaco Alessandro Tambellini, che ha subito in prima persona l’esperienza di un furto in casa, denuncia quanto sta avvenendo come una vera e propria emergenza: «La popolazione ha ragione di essere turbata – spiega – È un bollettino quotidiano. Tutti insieme dobbiamo cercare di arginare questo fenomeno. Ogni tanto questi episodi vengono liquidati come microcriminalità, ma per chi li subisce rappresentano un fatto estremamente grave che lascia tracce profonde da cui non sempre è facile riprendersi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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