Sicurezza
I cittadini scelgono i nomi delle vie
Proposte per email all’assessore Tomei e all’ufficio toponomastica del Comune
LUCCA. Per la prima volta si è riunita a Palazzo Orsetti la commissione viari con l’obiettivo di attivare un percorso che porti alla scelta di nomi da adottare per strade e piazze del territorio comunale.
La commissione è presieduta dal sindaco Alessandro Tambellini ed è formata da sette componenti. Ne fanno parte i consiglieri comunali Francesco Amanti e Piero Angelini insieme al dirigente dell’ufficio toponomastica e a tre componenti esperti di discipline storico artistiche. Questi ultimi, per i quali non è prevista alcuna indennità, sono il dottor Armando Sestanti, il dottor Fabio Greco e la dottoressa Simonetta Adorni Braccesi.
Dalla prima riunione è emerso che l’intitolazione di strade, piazze e vie comunali dovrà coinvolgere attivamente la cittadinanza.
Per questo da oggi i cittadini interessati potranno inviare attraverso la posta elettronica i propri suggerimenti e le proprie proposto all’assessore alla partecipazione Katyuscia Tomei e all’ufficio toponomastica, rispettivamente ai seguenti indirizzi k.tomei@comune.lucca.it e dpaolini@comune.lucca it
La proposta, oltre al nome suggerito, dovrà anche contenere una breve motivazione ed eventualmente una preferenza riguardo all’ubicazione. Sono stati fissati anche alcuni parametri per l’individuazione delle persone a cui intitolare piazze e vie: si dovrà puntare soprattutto al recupero della toponomastica locale del passato, personaggi illustri della storia lucchese, regionale e italiana con particolare attenzione al mondo femminile.
Nei mesi scorsi l’ex assessore Elio Cappellini aveva polemizzato con la giunta Tambellini accusandola di aver cancellato tutto il lavoro svolto dalla precedente commissione incaricata di dare i nomi a vie e piazze. Cappellini sosteneva che la decisione A suo avviso la delibera calpesta il ricordo di «persone che hanno fatto della propria vita un esempio, tanto da meritarsi che una città li ricordi per sempre. Io credo che sia stata per leggerezza, inesperienza e scarsa "cultura amministrativa", ma questa leggerezza ha calpestato il ricordo e le sensibilità di parecchie persone oltre che offendere la storia e la cultura lucchese».
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