Finanza
Piano sicurezza, otto pattuglie sul territorio
Sforzo massimo di carabinieri e polizia nei turni serali dopo il summit con il prefetto Cagliostro
LUCCA. Ieri sera c’erano otto pattuglie dei carabinieri per controllare il territorio e una serie di volanti in giro per la periferia cittadina. Obiettivo: scoraggiare le bande in trasferta capaci di fare razzia nelle case e sparire come fantasmi all’alba.
Per debellare gli «Attila del Duemila» è allo studio un piano sicurezza di «area vasta» che comprenda, oltre la Lucchesia e la Versilia, anche le province limitrofe di Pistoia e Pisa dove i «trasfertisti del crimine» compiono i loro raid con la complicità di basisti in loco, spesso connazionali.
Bande composte prevalentemente da cittadini dell’Est - romeni e albanesi, ma anche georgiani, croati e bosniaci - che usano la tecnologia. Trasmettitori Gsm ad alta potenza in grado di disturbare le frequenze e azzerare l’azione dei cellulari in modo da impedire alle forze dell’ordine di pedinarli o di intervenire con tempestività dopo i colpi. Gente fredda, lucida, senza troppi scrupoli. Ma attenta a non commettere errori e quindi poco incline a compiere atti che avrebbero un impatto troppo negativo sull’opinione pubblica.
Prefetto in prima linea. La sicurezza è uno dei cardini dell’azione del prefetto Giovanna Cagliostro che in questo periodo difficile ha preteso il massimo sforzo dalle forze di polizia. La coperta è corta e così gli uffici della questura e del comando dei carabinieri resteranno sguarniti per potenziare al massimo i servizi esterni. In sintesi più uomini fuori sulla strada specie nel periodo natalizio. Dopo l’Epifania è previsto un nuovo incontro tecnico (a cui seguirà quello allargato con i sindaci dei vari comuni e le polizie municipali) per la stesura di un piano che consenta di interagire, non solo tra le forze di polizia, ma anche in province differenti. Servono strategie comuni per fare in modo che le maglie della legge siano sempre più strette e costringano i pendolari del crimine a girare a largo.
Operazione giuridica. Per incastrare le gang che fanno razzia in ville, case e appartamenti non basta un semplice arresto. Perché per il furto la pena è lieve e la scarcerazione sicura. Per bloccare le bande occorre riuscire a provare l’associazione a delinquere. Serve una lunga e complessa attività d’intelligence fatta di intercettazioni telefoniche, pedinamenti, foto segnalazioni, ecc. Un compito improbo perché di fronte non c’è gente improvvisata, ma delinquenti veri e capaci di muoversi con circospezione usando strategie raffinate. La procura è al lavoro, i risultati non tarderanno ad arrivare. (l.t.)
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