Sicurezza
In trappola i professionisti dei furti
La sinergia tra le forze dell’ordine porta in carcere tre banditi che avevano nel mirino le macchinette del ticket all’ospedale
LUCCA. Da Torino in Lucchesia con l’obiettivo di compiere una serie di furti mirati e tornarsene a casa qualche settimana più tardi con un ingente bottino. Il teorema del pendolarismo criminale, che trova ramificazioni sul territorio attraverso basisti e affiliati, segna un punto a favore con l’arresto di una gang agguerrita formata da professionisti dei furti. Gente ben addestrata che si sposta su auto veloci e dotata di strumenti tecnologici all’avanguardia in grado di inibire l’uso dei cellulari nella zona da colpire in modo da ritardare l’entrata in funzione del sistema d’allarme. Malviventi freddi e calcolatori capaci di scandire i tempi d’azione e di operare senza lasciar traccia: i guanti per evitare le impronte digitali, passamontagna, sciarpe e berretti per superare indenni i sistemi di video sorveglianza. In trappola sono finiti tre rumeni: Livin Constantin Balaceanu, 30 anni; Cornel Marian Naida, 27 anni e Valentin Constantin Lache di 25. Tutti con precedenti penali specifici, tutti residenti nel capoluogo piemontese. Adesso si trovano nel penitenziario di San Giorgio in attesa del processo con rito direttissimo (19 dicembre) dopo che giudice e pm hanno detto no a misure alternative al carcere. Uno di loro durante l’udienza di convalida si è spacciato per il titolare di un’impresa specializzata in infissi in Romania.
Sinergia vincente. Dopo i furti e soprattutto le ultime rapine di notte nelle abitazioni la risposta all’emergenza criminalità, sottolineata dal prefetto Giovanna Cagliostro, non si è fatta attendere. Ed è passata attraverso la sinergia tra carabinieri e polizia. A testimoniarlo i tre arresti avvenuti nella notte tra venerdì e sabato in via Pfanner vicino all’ospedale Campo di Marte. Stavolta in trappola non sono finiti i soliti ladri di polli, ma una banda agguerrita e ben organizzata. Senza dubbio la dea bendata è venuta in soccorso dei tutori dell’ordine. Ma l’intensificazione dei servizi va sicuramente nella giusta direzione da tutti auspicata per rendere più sicura la città e la periferia.
Gli arresti. Sono le 4, piove a dirotto. Una pattuglia dei carabinieri della stazione di Cortile degli Svizzeri diretta dal maresciallo Tollapi durante il giro d’ispezione nota una jeep Super Cherokee ferma al lato della carreggiata con all’interno una persona. L’auto civetta dei militari rallenta e scorge rannicchiato e bagnato dietro il fuoristrada un altro giovane. I carabinieri si fermano, chiedono le generalità e intanto attraverso la centrale operativa avvertono una volante della polizia. Che si rivela fondamentale per la cattura di un terzo malvivente anche lui letteralmente disteso sotto a una macchina accanto alla jeep. In tasca tiene il telecomando per l’apertura automatica di una Bmw 3000 che gli inquirenti trovano parcheggiata nel posteggio dell’ospedale e che appartiene, come il fuoristrada, ai tre romeni.
Il raid sventato. Nella jeep le forze dell’ordine trovano cacciaviti, piede di porco, passamontagna, guanti, berretti, cellulari spenti, flessibile e dischetti della stessa tipologia della mola. Mentre nel portabagagli della Bmw ci sono abiti di ricambio e addirittura sacchi a pelo per dormire in alloggi di fortuna e casolari abbandonati. Gli inquirenti capiscono di essere di fronti a una banda di pendolari del crimine specializzati in furti con scasso. E la riprova è lì a portata di mano. Poco prima la gang ha fatto irruzione all’ospedale raggiungendo l’edificio dove si effettuano i prelievi del sangue. Lì ha sfondato la porta e si è diretta verso la macchinetta per il pagamento del ticket. Voleva i soldi contenuti all’interno tanto che con la mola sventra la parte inferiore dell’apparecchio. Ma qualcosa non va per il verso giusto. Forse i banditi sono disturbati e si allontanano senza bottino. Nessuno in ospedale si accorge di nulla e soltanto lunedì sarebbe stato dato l’allarme se i ladri non avessero trovato sulla loro strada carabinieri e poliziotti. Adesso sono in corso accertamenti per capire se la banda ha agito di recente in altre zone.
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