Il Tirreno

Lucca

Ancora derubati, è la sesta volta dal 1998

di Arianna Bottari
Ancora derubati, è la sesta volta dal 1998

Il triste record di una famiglia di Marlia: ormai non possiede più gioielli ma i ladri continuano a prenderla di mira

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MARLIA. «Dal 1998 a oggi abbiamo subito sei furti. Non sappiamo davvero più cosa fare per difenderci».A parlare è Giulia Bertolucci, figlia di Remo Bertolucci e Laura Caselli. La famiglia Bertolucci vive a Marlia, in via del Parco, una tranquilla zona residenziale alle pendici delle colline della zona nord di Capannori dove, lungo la strada che sale ripida verso Valgiano, si incontrano ville storiche, antiche corti e villette di nuova costruzione.I Bertolucci - una famiglia del ceto medio, non miliardari - vivono in una bella casa, costruita grazie ai risparmi accantonati in anni di lavoro. Accanto, la vecchia casa in pietra della nonna di Giulia.

Tutto intorno all’abitazione, un grande giardino in parte recintato e in parte no. Una casa come tante altre, ma che a differenza di altre è stata presa di mira dai malviventi.

Dopo sei furti in quattordici anni, forse qualcuno se ne sarebbe già andato, ma i Bertolucci no. Hanno sopportato, hanno aggiustato porte e finestre violate dai ladri, hanno installato un impianto d’allarme, ma nonostante tutto, i furti continuano e la paura è sempre la stessa: ritrovarsi faccia a faccia con i crimininali.

È stata proprio Giulia a scoprire l’ultimo colpo ai danni della propria casa.

«Sono tornata a casa verso le 22 di domenica. Come sempre, ho parcheggiato l’auto in garage, poi sono salita – racconta – Ho notato le luci accese, pensavo che i miei genitori fossero già rientrati. Non trovavo le chiavi nella borsa, così ho bussato per farmi aprire, ma nessuno è venuto alla porta. Così ho capito che qualcosa non andava. Ho fatto il giro della casa e ho notato la cassetta dell’allarme a terra, sull’erba, poi la finestra della cucina aperta, con le schegge di legno da tutte le parti. Ho avuto paura, ho chiamato la mia mamma e ho aspettato in giardino che i miei genitori arrivassero».

Quando papà Remo e mamma Laura sono giunti a casa, non è rimasto che aprire la porta e constatare la sesta effrazione in 14 anni. «Non sappiamo in quanti fossero i ladri – prosegue la ragazza – Hanno rotto la cassetta esterna dell’allarme con un palo di ferro, poi, con un cacciavite che abbiamo ritrovato in casa, hanno forzato la finestra di cucina e sono entrati».

Una finestra lunga e bassa, davanti all’acquaio. Bisognava essere esili per passare da lì.

Una volta entrati, i malviventi hanno perlustrato le camere da letto, aperto i portagioie, arraffato la bigiotteria, gli orologi e, in camera di Giulia, il monitor del computer.

Hanno anche aperto una finestra, ma non la persiana, forse preparandosi una via di fuga di emergenza, nel caso i Bertolucci fossero rientrati all’improvviso.

«Non hanno portato via gioielli, soldi o oggetti di valore. Non ne avevamo. Dopo aver subito cinque furti, abbiamo imparato a non tenere più niente in casa – dice la ragazza – Ecco perché si sono attaccati alla bigiotteria. Non abbiamo più niente da rubare, ma abbiamo la sensazione che qualcuno continui a osservarci e a prenderci di mira».

Altri furti sono stati messi a segno in paese. Dall’abitazione di Roberto Viani, un operaio, sono stati portati via due orologi, quattro braccialetti, un paio di orecchini d’oro e un gioco elettronico della Nintendo. In altri due casi i ladri non sono entrati nelle abitazioni, ma dai giardini hanno portato via le conche di terracotta.

Insomma, l’allarme va avanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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