Attenzione
Trovati i resti mortali di Ilaria del Carretto
Le spoglie rinvenute nella Cappella Guinigi assieme alle sepolture delle altre due mogli di Paolo, signore di Lucca dal 1.400 al 1.430. Lo studio dei reperti affidato al professor Gino Fornaciari dell’Università di Pisa
LUCCA. Trovati i resti di Ilaria del Carretto, la seconda moglie di Paolo Guinigi, signore della città dal 1400 al 1430. Per lei, che morì di parto a 26 anni, il marito fece realizzare il celebre sarcofago, capolavoro di Jacopo della Quercia. Ilaria fu tumulata nella chiesa di S. Lucia, annessa al complesso monumentale di San Francesco, che i Guinigi avevano fatto costruire nel 1354 come cappella funeraria della famiglia. Ed è qui, in quella che oggi viene chiamata Cappella Guinigi, che sono stati trovati i suoi resti, insieme a quelli di altre due mogli di Paolo, anch’esse morte giovanissime, oltre alle ossa di molti altri componenti della dinastia, che utilizzò la chiesa come sepoltura almeno fino al 1700.
La scoperta è avvenuta più di un anno fa durante gli scavi archeologici nel complesso monumentale, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio, che ha dato corso ad un imponente restauro per la trasformazione dell’immobile in Campus, destinato all’istituto di alti studi universitari Imt e pronto a giugno 2013. Al momento del ritrovamento, tuttavia, non era chiara l’attribuzione dei resti. Così il direttore degli scavi, Giulio Ciampoltrini della Soprintendenza archeologica di Firenze, ha affidato la ricerca alla divisione di paleopatologia dell’università di Pisa e al suo massimo esperto, il professor Gino Fornaciari. I cui studi hanno dato risultati sorprendenti, come la quasi certa attribuzione dei resti di Ilaria e delle altre due mogli di Guinigi, oltre a una mole consistente di informazioni nuove sull’aspetto fisico, sulle stile di vita e sulle malattie degli esponenti della famiglia. Ciampoltrini e Fornaciari li presenteranno lunedì alle 11 nella sede della Fondazione in via San Micheletto.
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