Sicurezza
Un presidio per dire no ai tagli all’assistenza
Iniziativa della Cgil che chiede all’Asl un confronto sulla riorganizzazione Il vicesindaco di Barga: «L’area di Mologno idonea a ospitare il nuovo ospedale»
BARGA. Un presidio davanti agli ospedali di Lucca, Barga e Castelnuovo per chiedere un tavolo regionale sul taglio dei trasferimenti alla sanità e uno locale sulla riorganizzazione dei servizi. Lo hanno promosso Cgil confederale, Cgil Funzione Pubblica e i pensionati Spi Cgil preoccupati per la riduzione di attività e le ripercussione che potrà avere per le aziende e le coop che lavorano per l’Asl. Viene ritenuta importante anche la riorganizzazione dei servizi riabilitativi sul territorio e un ruolo lo giocherà al tiguardo la ridefinizione degli spazi del Campo di Marte che resteranno di proprietà dell’Asl. In generale comunque la Cgil chiede un potenziamento delle attività territoriali.
Una protesta che nella Valle del Serchio assume ancora più importanza, visto il timore di tagli ai servizi.
Intanto il vicesindaco di Barga Alberto Giovannetti replica a quanto sostenuto dal comitato “Per la sanità nella Valle” in relazione all’areadi Mologno candidata a ospitare il nuovo ospedale della Valle del Serchio.
«Non è possibile - dice Giovannetti -tacere sulle inesattezze e sui grossolani errori che seppure fatti in buona fede, hanno il risultato di screditare il lavoro portato avanti dal Comune di Barga che ha individuato l’area di Mologno come sito ottimale per la localizzazione del nuovo ospedale della Valle del Serchio».
Per il vicesindaco l’area di Mologno ha abbia tutti i caratteri idonei ad ospitare il nuovo ospedale.
«In particolare - spiega - in ordine alla viabilità a servizio dell’area individuata sono previsti alcuni interventi che la renderanno facilmente raggiungibile soprattutto per chi proviene dalla Garfagnana ricordando che la Sr. 445 avrà un ruolo solo secondario di accesso al sito ospedaliero. Le prescrizioni invece di carattere geologico – tecnico derivano dall’affinamento degli studi idraulici compiuti non riscontrabili per le altre localizzazioni proposte. Non è escluso, anzi appare verosimile che, qualora gli altri comuni interessati procedano all’adeguamento dei loro strumenti urbanistici non emergano situazioni di criticità simili o addirittura più pesanti. Occorre infatti ricordare che i corsi d’acqua che determinano per la loro presenza le prescrizioni e le limitazioni riportate nell’articolo fanno parte del cosiddetto “reticolo idraulico minore” tanto che gli stessi non sono evidenziati nella cartografia dell’Autorità di Bacino. Infine non è assolutamente vero che le aree in esame erano interamente individuate nel regolamento urbanistico vigente come “pertinenze fluviali” visto che erano in gran parte destinate alla realizzazione di impianti sportivi (Vs) e in parte classificate come zone agricole denominate per la precisione “aree agricole di pertinenza fluviale”, riferendosi alla loro collocazione nel sistema territoriale di fondovalle. A questo proposito è opportuno rilevare che tali zonizzazioni sono già state superate con la stesura del nuovo Piano strutturale approvato nel gennaio 2010 visto che l’intera area è ubicata entro la perimetrazione urbana dell’Utoe n. 3 e pertanto non è più classificabile come area agricola. Mi risulta che sono invece tuttora identificate come aree agricole (“di controllo dei caratteri del paesaggio”) gran parte delle aree proposte dal Comune di Castelnuovo e da Pieve Fosciana».
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