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Lucca

Le Indagini dopo la Rapina

I documenti rubati alla coppia ritrovati nel Padule a Porcari

I documenti rubati alla coppia ritrovati nel Padule a Porcari

LUCCA. I documenti rubati dai rapinatori assieme ai 13mila euro in contanti e agli oggetti d’oro per un valore di poco inferiore ai 20mila euro - molti dei quali di proprietà della figlia Paola...

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LUCCA. I documenti rubati dai rapinatori assieme ai 13mila euro in contanti e agli oggetti d’oro per un valore di poco inferiore ai 20mila euro - molti dei quali di proprietà della figlia Paola Picchi - sono tornati nella disponibilità di Adolfo Picchi e Franca Bindi, i coniugi sequestrati nella loro camera da letto alle 3,30 della notte tra lunedì e martedì da tre banditi entrati nella loro abitazione a Porcari. Li hanno recuperati nella mattinata di ieri alcuni cacciatori che dicono di averli trovati nella zona del Padule di Porcari. I ladri dunque prima di sparire si sono fermati in una zona in aperta campagna sbarazzandosi di carte d’identità e tessere sanitarie.

Le indagini. I carabinieri di Capannori ieri pomeriggio hanno verbalizzato il racconto dei coniugi ancora scossi dall’aggressione. È emerso anche un particolare in più: uno dei malviventi ha strappato dal collo al padrone di casa una catenina d’oro. Intanto il nucleo operativo diretto dal capitano Lorenzo Angioni in queste ore sta ascoltando alcuni testimoni: dalla donna di servizio ai vicini sino ai parenti. Un modo per capire se nei giorni precedenti la rapina qualcuno possa aver visto persone sospette aggirarsi nella zona.

Parla la figlia. Paola Picchi ringrazia tutto il paese di Porcari e le istituzioni per la vicinanza e l’affetto verso i suoi genitori: «Quando l’altra notte ho sentito mia mamma al telefono che piangeva ho temuto che mio padre si fosse sentito male. Sono arrivata lì in 20 minuti e c’erano già i carabinieri e l’ambulanza. I miei erano sconvolti. Mi hanno raccontato tutto. In cassaforte custodivano i regali che mi hanno fatto per le varie ricorrenze. Collier, orecchini, anelli, avevo lasciato tutto nella casa dei miei per quando, un giorno, mi fossero serviti. Ripensando a cosa poteva accadere in fondo dico che è andata bene. Ad agire devono essere stati pendolari del crimine, gente che viene da fuori altrimenti si sarebbero travisati». (l.t.)

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