Il Tirreno

Lucca

Commercio, in aumento la cassa integrazione

Commercio, in aumento la cassa integrazione

Il settore dei negozi è quello che registra la maggior richiesta nell’ultimo anno L’ultimo accordo fatto è per le tre dipendenti di uno studio notarile

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. L’ultimo accordo è relativo a uno studio notarile. Già, perchè la crisi non risparmia nessuno e di questi tempi calano anche gli atti che hanno bisogno della presenza di un notaio. E così anche per tre dipendenti di un importante studio si è ricorsi alla cassa integrazione.

Così come è successo per molte altre realtà commerciali, grandi e piccole, di Lucca e Versilia. Al punto che la nostra provincia, secondo quanto emerge da una rilevazione della Cgil, è quella dove la cassa integrazione per il settore del commercio ha subito il maggior incremento in Toscana, superiore anche a un comparto tradizionalmente in crisi come l’edilizia.

«Questo dato va letto nella maniera giusta - dice il segretario della Filcams Cgil Massimiliano Bindocci -. Il commercio è in difficoltà in tutta la Toscana, a Lucca siamo riusciti, anche grazie a Confcommercio, a fare tanta cassa integrazione, utilizzando gli ammortizzatori sociali, per il rapporto che siamo riusciti a instaurare con le associazioni di categoria e con i consulenti del lavoro».

La Filcams per numero di iscritti, quasi 4mila, è la prima categoria della Cgil e le conseguenze sono visibili.

A Lucca se un’impresa del settore commerciale si trova costretta a ridurre il personale in genere chiede la cassa integrazione. Fatto che non avviene altrove, come in Mediavalle del Serchio e Garfagnana, dove le aziende sono quasi sempre a livello familiare. Qui il rischio del licenziamento diretto è assai più elevato.

Nel commercio è evidente la crisi dei consumi e il peso della riduzione della produzione di merci che è evidenziata dal dato dei servizi e della logistica che segna un +2 4 % sul 2011 e addirittura un + 84,59 sul 2010.

Paradossalmente il manifatturiero che cresce "solo" del 9,46% sembra meno colpito, ma non bisogna dimenticare che è stato il segmento investito per primo e più pesantemente dalla crisi sin dal 2009 ed ha perduto per strada migliaia di imprese soprattutto piccole.

Fabrizio Tonelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa