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Tagli del governo, la Provincia rischia il dissesto finanziario

Tagli del governo, la Provincia rischia il dissesto finanziario

Preoccupato il presidente Baccelli: se non cambia la legge nel 2013 sarà impossibile garantire i servizi ai cittadini

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LUCCA. Un bagno di sangue. Per la Provincia e di conseguenza per i cittadini, che verranno ridotti i servizi. A partire dal trasporto pubblico. Tutto colpa dei tagli all’ente di piazza Napoleone che se confermati saranno pesantissimi: nel 2013, meno 12 milioni e 400mila euro. Cifra che incide tantissimo su un bilancio di 44 milioni di spese correnti.

Stefano Baccelli, presidente di Palazzo Ducale, è molto teso e preoccupato perché la mancata conversione in legge del decreto di riordino delle Province lascia sì a Lucca lo status di capoluogo, ma non cancella il percorso di svuotamento delle funzioni dell’ente.

«l 2013 si annuncia molto difficile per le Province – sottolinea Baccelli – e anche per quella di Lucca. I tagli imposti dal Governo restano effettivi e ci troveremo tanti soldi in meno a dover gestire la stessa mole di lavoro e ad erogare gli stessi servizi del 2012. Posso fin da ora garantire il massimo impegno dell’amministrazione per far fronte a tutti gli impegni, ma lo stato di difficoltà è tale che la gran parte delle Province italiane rischia il dissesto finanziario. E questa è una realtà che non può essere taciuta».

Baccelli spiega che se non cambierà qualcosa, vale a dire se non ci sarà una modifica alla manovra della legge di stabilità, in cassa resteranno solo i soldi «per pagare gli stipendi al personale e far fronte ai mutui. Avremo serie difficoltà anche a saldare le bollette delle utenze, dal metano all’energia elettrica. L’Api (l’associazione delle Province, ndr) chiede che i tagli annunciati e pari a 1 miliardo e 200 milioni per il totale delle 107 amministrazioni provinciali vengano dimezzati». Lo spera anche Baccelli.

«Altrimenti ci resterebbe troppo poco. Dai 44 milioni per le spese correnti ne dobbiamo togliere 22 che servono per pagare il personale e 8 per i mutui. Se la scure ci porta via oltre 12 milioni, rimane davvero troppo poco. I lavori in corso verrebbero portati avanti, ma andrebbe in crisi persino l’ordinaria manutenzione e non ci sarebbero risorse neppure per le emergenze. È quanto voglio dire chiaramente ai cittadini»

.Il presidente parla infine della situazione in cui versa la riforma delle Province, dopo la brusca frenata in commissione affari costituzionali del Senato. «Avrei preferito che si fosse messo un punto fermo alla questione con l’unione tra Lucca e Massa-Carrara, ma in generale lo stop agli accorpamenti è un fatto positivo perché blocca un riordino territoriale pensato male, senza il reale coinvolgimento dei Comuni e dei cittadini, e che rischiava di essere realizzato ancora peggio. Dopo mesi di dibattito sull’argomento – dice il presidente – ormai è chiaro a tutti il rischio che abbiamo corso: perdere la qualifica di capoluogo avrebbe significato una drastica riduzione della presenza delle strutture statali sul territorio con un inevitabile impoverimento sociale ed economico. Ora la definizione dei nuovi confini è rimandata al prossimo Parlamento».

Il senatore Andrea Marcucci (Pd) esprime dispiacere per l’interruzione dell’iter sul riordino delle Province «visto che avevamo convinto i diversi relatori della validità della proposta di unire Lucca con Massa Carrara. Le istanze erano state condivise. Ora si riparte da zero: spero che il prossimo governo tenga conto del dibattito emerso sin qui». (d.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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