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Lucca

Sotto esame i siti per il nuovo ospedale

Sotto esame i siti per il nuovo ospedale

Il comitato «Per la sanità nella Valle» sottolinea pregi e difetti delle tre aree candidate

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CASTELNUOVO. Quale il miglior sito per il nuovo ospedale unico? La risposta dei sindaci non arriverà prima del 20 dicembre, quando la conferenza valuterà il lavoro della commissione. Il comitato Per la Sanità nella Valle del Serchio ha analizzato le zone proposte: per un mese, tutti gli aderenti sono stati invitati ad analizzare cartografie e documenti, stilando un elenco degli aspetti ritenuti più critici per ogni soluzione. Sono stati particolarmente coinvolti i referenti dai comuni che hanno avanzato le candidature; va registrato che la sezione di Barga, a maggioranza, in sede di stesura definitiva non ha condiviso il documento.

«Il comitato non ha né mai avrà una preferenza tra le proposte - dice il presidente Ugo Mazzei – ma chiede rassicurazioni sulle perplessità che ogni ipotesi suscita» Il documento è consultabile integralmente su www.sanitavalledelserchio.it ed inizia con Piandicerreto-Monticello: la critica maggiore riguarda la viabilità, dalla Fondovalle all’area proposta manca un reale allaccio viario, che andrebbe realizzato in una fascia di terreno dalla natura franosa, stando al Piano Assetto Idrogeologico 2010. Sempre questo documento stilato dall’Autorità di Bacino è uno dei perni delle analisi: consultandolo riguardo al Piano Pieve, non risultano criticità idrauliche e geomorfologiche, né se ne evidenzia consultando la Carta delle aree allagabili comunale. Forti dubbi emergono invece in relazione al traffico, pesante e non, presente sulla Fondovalle in quell’area.

Diversi punti da chiarire anche riguardo al sito di Mologno: un’accessibilità problematica specie per la metà del bacino di utenza che proviene da Nord; inoltre la SR445 in prossimità dell’area risulta, sempre secondo il nuovo regolamento, a costante elevata pericolosità geomorfologica.

Il nuovo regolamento urbanistico, approvato a metà settembre dal comune di Barga, prescrive che, in riferimento alle piene del Serchio a più bassa probabilità, “i piani di calpestio e gli accessi ai vani interrati della struttura ospedaliera siano sopraelevati rispetto alle aree esterne inedificate”, in assenza di ulteriori approfondimenti: «Il parere favorevole fornito dall’Autorità di Bacino rassicura anche circa questa criticità? - continua Mazzei – nel Regolamento Urbanistico, nella comunale Carta delle aree allagabili, si legge che una piccola parte dell’area destinata a attrezzature sanitarie è a “elevata e molto elevata pericolosità idraulica”, così come la massima parte delle porzioni destinate a verde pubblico: quali soluzioni? Perché, parzialmente o integralmente, tutte le porzioni in cui è divisa funzionalmente l’area erano destinate, nel precedente Regolamento comunale, a “pertinenze fluviali”?

Luca Dini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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