Finanza
La città dà l’addio ad Augusto Mancini
LUCCA. Ha avuto una vita intensa, piena di soddisfazioni professionali e culturali. Ieri alle 15,15 se ne è andato per sempre. Ora Lucca piange l’avvocato Augusto Mancini (detto Gughi) scomparso all’e...
LUCCA. Ha avuto una vita intensa, piena di soddisfazioni professionali e culturali. Ieri alle 15,15 se ne è andato per sempre. Ora Lucca piange l’avvocato Augusto Mancini (detto Gughi) scomparso all’età di 84 anni all’ospedale Campo di Marte dove era ricoverato da qualche giorno. Stamani verrà stabilita la data del funerale.
Uomo indipendente, molto colto, Mancini apparteneva a una delle famiglie più blasonate della città.
Il nonno, che portava il suo stesso nome, era stato fino al 1948 docente di letteratura greca all’università di Pisa e fiero antifascista. Il padre era il famoso avvocato Natale Mancini, che fu anche presidente dell’Ordine lucchese.
Augusto Mancini era stato a lungo capo dell’ufficio legale della Cassa di Risparmio di Lucca e i dipendenti lo ricordano con stima. Era un professionista competente, che sapeva assumersi le proprie responsabilità e che amava il suo lavoro. Proseguito anche dopo essere andato in pensione, negli anni Novanta, con collaborazioni con la CrL.
Mancini era di sinistra, era iscritto al circolo centro storico del Partito democratico e domenica 2 dicembre aveva votato al ballottaggio delle primarie del centrosinistra. Era stato più forte della malattia, che pure era in stato avanzato. Un gesto di passione politica apprezzato anche dal segretario Pier Luigi Bersani, che il 4 dicembre aveva fatto recapitare all’avvocato una lettera di sincero affetto.
«Mancini - ricorda commosso l’avvocato Enrico Lattanzi - era una persona piena di interessi e un profondo conoscitore della cultura greca. Avevo iniziato a fare praticantato nel suo studio e in breve tempo tra noi era nata una solida e autentica amicizia. Anche se fino all’ultimo ho continuato a dargli del lei, avevamo una confidenza particolare. Tanto che abbiamo fatto spesso viaggi in Sicilia e in Grecia per andare alla scoperta della cultura ellenica. L’ultima volta tre mesi fa, a settembre, ad Atene. Era un uomo saggio, autonomo, non conformista. Ci mancherà moltissimo».
Non conformista, certo. L’avvocato aveva abitudini tutte sue. Cenava prestissimo, si ritirava prestissimo e al mattino intorno alle 4 era già al lavoro.
Soltanto in vacanza «cercava di adeguarsi ai ritmi delle persone che gli stavano accanto» ricorda Lattanzi.
Addolorato un altro collega, Marco Brancoli Pantera: «Augusto era un vero intellettuale, non c’era libro che non avesse letto, non c’era autore che non conoscesse. Davvero una grande figura di legale serio, preparato, scrupoloso».
Su Facebook a dare la notizia della scomparsa di Mancini è stato il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Francesco Battistini. E Massimo Cellai ha ricordato: «Domenica 2 dicembre il prof. Augusto Mancini ci ha chiesto, sia attraverso i responsabili del seggio del centro storico che di lucca est, di poter votare al ballottaggio delle primarie di Italia Bene Comune, dal proprio letto di un reparto dell'ospedale di Lucca. Voto espresso insieme ad altri due cittadini regolarmente registrati e ricoverati in due diversi reparti. Ci siamo detti con riservatezza che le sue condizioni ci parevano gravi e che avevamo risposto con molto piacere a questo suo desiderio».
L’avvocato Mancini lascia i figli Silvia e Natale, agente immobiliare e l’adorata nipotina Matilde.
Alla famiglia le sentite condoglianze della nostra redazione. (d.c.)
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