Il Tirreno

Lucca

Scuole al gelo, alunni in classe col plaid

di Gianni Parrini
Scuole al gelo, alunni in classe col plaid

All’Isi Pertini caldaie ko per la pioggia di martedì. Intanto la Provincia riduce gli orari di accensione del riscaldamento

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LUCCA. Soffia il vento, urla la bufera ma a scuola pur bisogna andar. Non la cantavano ma avrebbero potuto. Gli studenti dell’Isi Pertini di Lucca da martedì vanno in classe coperti con sciarpe, giacconi, guanti e addirittura plaid. Tutto perché il diluvio che alcuni giorni fa si è abbattuto su Lucca ha allagato i vani caldaia dell’istituto mettendo ko l’impianto di riscaldamento. Così ieri, una lettrice ci ha telefonato per segnalare l’accaduto e inviarci la foto che vedete a fianco: «Mia nipote – spiega la signora – Da quattro giorni va a scuola tutta imbacuccata: l’impianto di riscaldamento non funziona e dalle finestre arrivano spifferi gelidi. Le pare possibile?». No, non ci pare possibile. Per questo abbiamo chiesto spiegazioni alla preside dell’istituto: «Purtroppo l’acquazzone che martedì ha bloccato per un’ora la stazione ferroviaria ha colpito anche noi – spiega la dottoressa Daniela Venturi – I tecnici si sono dati subito da fare ma il danno non era di poco conto: in pratica, l’intero impianto di riscaldamento è finito sott’acqua e le caldaie si sono bloccate. Ma il problema è stato risolto: una delle due caldaie ha ripreso a funzionare e da sola è in grado di riscaldare tutte le aule. L’altra verrà sistemata lunedì: si attende l’arrivo di un pezzo di ricambio. In questi giorni siamo stati al freddo, è vero, ma l’evento di martedì ha creato problemi a tutta la città. In ogni caso, voglio ringraziare gli studenti per il comportamento che hanno tenuto in questa situazione di disagio».

Ma l’Isi Pertini non è solo. Nei giorni scorsi gli studenti dell’Itc Carrara hanno avuto i “brividi” a causa di un malfunzionamento dei termosifoni, dove pare fosse entrata dell’aria. E non finisce qui, perchè i tagli operati dal governo sulle Province hanno già cominciato a riflettersi sulle scuole: «Rispetto agli anni passati abbiamo ridotto i tempi di accensione del riscaldamento – spiega l’assessore Mario Regoli – La situazione è diversa in ciascuno dei 39 edifici scolastici della Provincia: gli orari dipendono dal tipo di attività previste nel pomeriggio o dopo cena e dal fatto che siano della scuola oppure svolte da altre associazioni. In generale, tendiamo a spegnere i riscaldamenti a fine mattinata, un po’ prima che le lezioni siano terminate, ma non lasciamo al freddo nessuno. Lamentele? Qualche preside si è fatto sentire, ma con i tagli che il governo ha operato (12,4 milioni di euro nel 2013 e 4,8 quest’anno, ndr)non si può fare altrimenti». Regoli spiega che il controllo dei consumi riguarda anche l’acqua e l’elettricità e che la stessa politica viene messa in atto a Palazzo Ducale, sede della Provincia, dove i riscaldamenti sono stati accesi meno di due settimane fa. Lo scorso anno per le utenze di scuole e altri edifici dell’ente sono stati spesi 2 milioni di euro.

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