Il Tirreno

Lucca

Poste chiuse, cittadini in rivolta

di Nicola Nucci
Poste chiuse, cittadini in rivolta

Sale la protesta a San Gennaro. Il vice sindaco Menesini: «Scelta sbagliata e fatta senza consultarci»

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SAN GENNARO. Il paese perderà le Poste. Proteste degli utenti per l'annunciata chiusura dell'ufficio inserito nella lista nera dell’azienda. Un allarme sociale secondo il consigliere comunale Raffaello Sodini: «Anziani che devono riscuotere la pensione sotto i mille euro o ritirare dei soldi, famiglie che pagano le bollette dei servizi di acqua, luce e gas oppure turisti che vogliono effettuare delle operazioni allo sportello o spedire dei pacchi. Sono queste le persone che risentirebbero maggiormente della chiusura dell’ufficio postale di San Gennaro, che ha un bacino di utenza di circa mille persone provenienti da San Gennaro, Petrognano e Tofori, tre frazioni collinari che devono già fare i conti con disservizi quali il taglio delle corse degli autobus».

Sodini è uno dei sei consiglieri fa parte della task-force messa in piedi dal vice sindaco Menesini per cercare di scongiurare la chiusura dell’ufficio postale grazie ad una campagna di sensibilizzazione tra la popolazione. «Non possiamo accettare il taglio di questo sportello, che metterebbe ulteriormente in crisi tre paesi, incrementando il divario tra i servizi delle frazioni collinari e quelle della piana. La chiusura andrebbe a creare innanzitutto un problema sociale per tutti quegli anziani che non potrebbero spostarsi perché in queste zone abbiamo già dovuto far fronte a una drastica riduzione della frequenza dei mezzi pubblici, che in futuro peggiorerà ancora a causa dei gravosi tagli regionali al trasporto pubblico. Non parliamo poi dei disagi che si verrebbero a creare per le famiglie, costrette a compiere ulteriori chilometri in auto, aggravando la spesa per il carburante - prosegue Sodini -. Le nostre colline hanno anche un’ampia vocazione turistica; la chiusura dello sportello priverebbe anche loro di questi servizi da loro spesso utilizzati e per di più in uffici come quello di San Gennaro, dove rispetto alla media i depositi nei conti Banco Posta e altri tipi di investimento sono più elevati. Lo sviluppo di un territorio passa attraverso misure per venire incontro alle necessità di chi si trova in difficoltà».

La chiusura dell'ufficio postale di San Gennaro era stata annunciata dai sindacati. Il segretario della Slp-Cisl Marco Tortelli lascia qualche speranza per gli uffici postali di Gragnano (dove c'è stata anche una raccolta di firme), Massa Macinaia e Botticino di rimanere aperti e continuare così a fornire un servizio prezioso alla cittadinanza. «Questi uffici dovrebbero restare aperti, ma razionalizzati, quindi come apertura ad ore o a giorni alla settimana. Abbiamo chiesto un incontro a livello provinciale entro fine anno per capire le intenzioni dell'azienda».

Non dovrebbero chiudere gli uffici di Matraia, Pieve di Compito, S. Ginese e San Salvatore. Il primo ufficio mono-unità (con un solo operatore allo sportello) ad avere chiuso i battenti è stato quello di Ruota.

Amareggiato il vice sindaco Menesini: «Abbiamo appreso dalla stampa della prossima chiusura dell’ufficio postale di S. Gennaro. Una decisione frutto di un accordo tra Poste Italiane e sindacati, presa senza consultare l’ente locale. Una scelta sicuramente sbagliata nel metodo. Avevamo chiesto a Poste Italiane di essere consultati in merito al piano di razionalizzazione degli sportelli e la nostra richiesta era anche stata accolta. Se ci fosse stata concertazione avremmo potuto magari giungere ad una riorganizzazione del servizio senza penalizzare gli utenti. Crediamo che il Comune abbia il polso dei servizi sul territorio e delle esigenze dei cittadini. Non è accettabile che venga ignorato». E l’assessore provinciale Francesco Bambini parla di decisione incredibile a annuncia: «Ho ricevuto molte telefonate dai Comuni coinvolti che ritengono inaccettabili le modalità e le decisioni prese e si propongono di ripartire con la mobilitazione. Per quanto ci riguarda solleciteremo un incontro urgente con la presidenza della Regione Toscana e i sindacati per i necessari chiarimenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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