La manifestazione
Tagli, ora tocca a questura e prefettura
Col riordino delle province, gli enti distaccati dello Stato avranno sede solo nei capoluoghi. Ridimensionati gli organici
LUCCA. A rischio tagli tutto il comparto della pubblica sicurezza, la permanenza a Lucca di questura e prefettura, così come gli organici di polizia, carabinieri e vigili del fuoco.
Tutto nasce dalla regolamento sulla riorganizzazione delle forze di polizia, secondo la quale prefetture e questure, nelle città che perderanno l’identità di capoluogo a seguito del riordino delle province, saranno trasformate in presidi territoriali, con una geografia di uomini e competenze completamente rivoluzionata: gli uffici territoriali del governo nelle città che saranno capoluogo che avranno il controllo di tutti gli uffici dello Stato, fatta eccezione per quelli riconducibili ai ministeri di Giustizia, Difesa ed Economia.
Il motivo di un piano di questa entità è sempre riconducibile all’indirizzo del risparmio sulla spesa pubblica. In Italia, i tagli previsti sono settanta e - se andrà in porto l’ipotesi della provincia dell’area vasta costiera toscana, in cui sarà inglobata anche l’attuale provincia di Lucca - il capoluogo - la città di Lucca - potrà essere uno fra quelli interessati dalle riduzioni di prefetture e questure.
Anche a livello locale, l’agitazione dei sindacati è già forte.
«È stata proposta - spiega la segretaria della funzione pubblica Cgil Giovanna Lozopone - la creazione degli Utg, che avranno sede solo nel capoluogo di provincia e gestiranno la logistica di strumenti e personale di tutte le funzioni statali. Li gestirà una figura di super prefetto». Ma, sottolinea la segretaria della funzione pubblica Cgil, «al momento nel regolamento non si parla della creazione di uffici distaccati. Mancando le strutture che dovevano fare da tramite, chi svolgerà in questo caso la funzione del coordinamento? Il regolamento è già scritto. La Cgil ha già denunciato, anche a livello nazionale il caos che verrà a crearsi se questa proposta verrà attuata».
Uno scenario tutt’altro che confortante è quello che disegna anche Indro Marchi, segretario regionale del sindacato di polizia Uilps. «Se la questura di Lucca diventerà un presidio di polizia, questo creerà problemi di organici, i numeri saranno inevitabilmente ridimensionati. E se verrà meno la figura del questore, le autorità di pubblica sicurezza e di ordine pubblico sui singoli territori saranno i sindaci».
Marchi evidenzia come adesso «il questore dispone di tutte le forze di polizia in ambito provinciale, dai carabinieri alla finanza, ai forestali. Ed è lui che dispone le “aliquote”, vale a dire le quantità di persone da ciascuno di questi corpi in occasione di ogni evento e occasione. Chi potrà svolgere questo ruolo in sua assenza? La proposta così com’è si preoccupa solo di tagliare, ma non si capiscono né il progetto né la finalità. Non si capisce che la sicurezza non è un costo. Tutti i sindacati di polizia hanno già dichiarato che ci sarà una forte mobilitazione qualora il piano andasse in porto».
Preferisce aspettare l’iter della legge il questore di Lucca Claudio Cracovia. «La situazione è molto fluida - dice -. Bisogna vedere in primo luogo che cosa succede alla provincia di Lucca, se confluirà nella provincia di area vasta costiera o se prevarrà l’ipotesi dell’accorpamento con Massa. Ad oggi non si parla né di numeri né di presidi. Vediamo cosa decide il consiglio dei ministri».
Chiude il cerchio Stefano Baccelli, presidente della Provincia.
«Da quando esiste l’Italia, le strutture periferiche dello stato sono state coordinate dalle Province -afferma -. Capisco che in previsione del ridimensionamento degli enti territoriali ci sia disorientamento e confusione. Ma è quello che vado dicendo da mesi: la battaglia per la provincia Lucca Massa Carrara è anche una battaglia per mantenere la prefettura». E il governo, sostiene Baccelli, «vuole risparmiare proprio sulle figure a capo degli enti territoriali. Se si realizzerà davvero l’area vasta ci saranno solo una prefettura e una questura: di quattro se ne farà unasola».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
