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Lucca

l’inchiesta sulla mafia

Restano ai domiciliari i due imprenditori edili

Restano ai domiciliari i due imprenditori edili

LUCCA. Restano ai domiciliari Antonino e Giovanni Giordano, i due imprenditori edili arrestati al termine di un’inchiesta condotta dai militari della tributaria della guardia di finanza per presunte...

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LUCCA. Restano ai domiciliari Antonino e Giovanni Giordano, i due imprenditori edili arrestati al termine di un’inchiesta condotta dai militari della tributaria della guardia di finanza per presunte infiltrazioni mafiose e ieri interrogati dal gip Alessandro Dal Torrione.

Stamani l’avvocato difensore, Maurizio Campo, presenterà al gip istanza di revoca degli arresti domiciliari e istanza al tribunale della libertà di riesame del provvedimento restrittivo.

Secondo la difesa, infatti, non regge la tesi che il piccolo impero fosse gestito in prima persona da Antonino Giordano (53 anni, condannato a 4 anni per associazione a delinquere di stampo mafioso e sottoposto a misure di prevenzione personali) che avrebbe intestato fittiziamente al figlio Giovanni l'attività imprenditoriale ben sapendo di non potersi infiltrare nel tessuto economico lucchese. Stando alla Finanza, per aggirare le norme antimafia che vietano di ottenere licenze, autorizzazioni, concessioni ed erogazioni e l'obbligo di comunicare variazioni patrimoniali superiori ai 10mila euro Antonino Giordano aveva intestato un'impresa edile al figlio che risiede a Palermo e che gestisce un'altra azienda edile. La tesi della Procura viene contestata da Giovanni Giordano, che al gip ha raccontato di aver iniziato 11 anni fa l’attività a Lucca e di occuparsi personalmente dei rapporti con gli istituti di credito, la clientela, le ditte che forniscono il materiale. Il padre (che si è avvalso della facoltà di non rispondere) sarebbe soltanto un aiuto.Oltre agli arresti domiciliari, il gip aveva disposto il sequestro di tati sottoposti a sequestro preventivo immobili, auto, mezzi meccanici, conti correnti e titoli per 6,8 milioni di euro.

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