La manifestazione
Caccia al basista della rapina in villa
Ingente il bottino portato via da quattro banditi mascherati che avevano colto di sorpresa un ristoratore e suo figlio
LUCCA. Caccia al basista della rapina in via della Maolina, di cui abbiamo dato notizia nell’edizione di ieri. Un colpo studiato nei minimi dettagli che ha fruttato un ricco bottino, secondo le prime dichiarazioni rese alle forze dell’ordine da Fabio Ghiselli, da qualche tempo in pensione, che a lungo si è occupato di ristorazione in Inghilterra dove tuttora risiede e dove si reca molto spesso Ha una figlia che vive a Londra).
Ad agire quattro banditi con accento dell’Europa dell’Est che all’ora di cena si sono appostati vicino alla villa, che sorge al termine di una stretta e tortuosa strada conosciuta da chi abita nella zona. Un particolare che fa pensare a un’irruzione non improvvisata, ma meditata a lungo con appostamenti, controllo degli orari delle future vittime e delle abitudini dei vicini le cui abitazioni sorgono a poche decine di metri da quella di Ghiselli.
La sua è una villa (con annessa una piccola piscina) protetta dal sistema d’allarme. E allora, per minimizzare i rischi, la banda ha pazientemente atteso il ritorno a casa del ristoratore, che era insieme a uno dei suoi figli. Quando i due hanno aperto la porta di ingresso e spento il sistema di protezione i rapinatori sono sbucati dal buio. Erano mascherati, calzavano i guanti per non lasciare impronte digitali, erano armati di pistole. Ed erano molto determinati. Decisi a tutto pur di mettere le mani sulla refurtiva.
Evidentemente sapevano che in quella villa c’era molto da portare via. Non solo oggetti d’oro (anelli, catenine, braccialetti, monili vari), ma anche soldi in contanti per circa 15mila euro e poi i quadri dell’Ottocento.
Tele di un apprezzabile valore: all’incirca 70mila euro.
Dipinti che potrebbero essere stati indicati da qualche collezionista?
Si tratta di una delle ipotesi all’esame degli investigatori dei carabinieri, che ieri mattina dopo il primo sopralluogo svolto domenica dopo le 22,30, subito dopo aver ricevuto la richiesta di aiuto (alla Maolina è arrivato anche il personale della questura) hanno setacciato tutte le stanze alla ricerca di indizi, di tracce.
I banditi hanno agito con estrama lucidità. Minacciando le due vittime con le pistole, si sono fatti consegnare i gioielli e il denaro in contante e poi hanno costretto Ghiselli e il figlio a entrare in uno dei bagni della villa, ordinando di non muoversi, di non provare a dare l’allarme. I rapinati non hanno reagito, e di fronte a ,alviventi così decisi è stata la scelta migliore.
Avuta via libera, i rapinatori hanno staccato dalle pareti i quadri e se ne sono andati con tutta calma. Nessuno dei vicini si era potuto accorgere di nulla, tanto era stata fulminea (e silenziosa nella sua modalità) l’azione dei banditi.
Ieri Ghiselli ha raccontato di nuovo i drammatici minuti. L’assalto alle spalle, i quattro che sbucano dal buio solo dopo che era stato disattivato il sistema d’allarme, le richieste perentorie di consegnare e senza fare scherzi tutto quanto di valore si trovava all’interno della villa.
Nelle ultime settimane in periferia e anche nella Piana ci sono state irruzioni di ladri nelle ville.
Di recente un colpo da 100mila euro era stato messo a segno nel comune di Montecarlo ai danni di un ex imprenditore.
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