Sicurezza
Primarie, caos sui nuovi iscritti Bocciate 881 domande
Il coordinamento territoriale ha esaminato una a una le 1031 richieste pervenute: 150 quelle accolte Ma i respinti non sono stati informati dell’esito della valutazione. Oggi secondo turno con rischio code
LUCCA. “C’è chi dice no” cantava Vasco Rossi. Chissà che quel vecchio ritornello non sia eccheggiato nella testa dei tre membri del coordinamento delle primarie in Lucchesia, che ieri hanno esaminato le richieste di iscrizione di quanti non si erano registrati al primo turno. I “no” pronunciati da Antonio Nannipieri (Sel), Gabriele Martinelli (Psi, sostenitore di Bersani) e Patrizio Andreuccetti (Pd, renziano) sono stati ben 881. Questo è il numero delle domande che la “troika” ha respinto, non ritenendo valida la motivazione addotta per giustificare la mancata iscrizione al turno precedente delle primarie, nei giorni che andavano dal 4 al 25 novembre. In totale sono state 1031 le richieste pervenute, 881 quelle respinte e 150 quelle accolte. «Sono state esaminate una a una – spiega – Martinelli – Abbiamo seguito le indicazioni provenienti dal garante Luigi Berlinguer: quelle che presentavano una giustificazione generica sono state respinte. Chi, invece, ha fornito informazioni dettagliate e qualche prova domani potrà votare». Di certificati medici pare che non se ne siano visti nella sede del coordinamento in via Cesare Battisti. Ma il biglietto aereo di una trasferta lavorativa in Cina e le foto di un viaggio di nozze sarebbero state presentate come prova da alcuni cittadini per attestare l’impossibilità di iscriversi in precedenza. Del resto i tre giudici sono stati inflessibili, anche se rispetto ad altre parti della Toscana sono stati di manica larga: a Firenze, ad esempio, sono state accettate solo una decina di domande su 10mila.
Più morbido sarebbe stato Andreuccetti, che ieri ha sofferto (e non solo moralmente) l’impostazione dei colleghi: «Bloccare la partecipazione è sempre un errore – spiega – Il mio criterio era diverso: avrei accettato tutte le autocertificazioni salvo casi eccezionali. Ma purtroppo gli altri membri del coordinamento non erano d’accordo. Ora, però, chiudiamo la polemica sulle regole e concentriamoci su domani. Da lunedì poi dobbiamo lavorare tutti assieme».
Ma sul giorno del voto aleggia una piccola insidia. Secondo le regole nazionali, il coordinamento è tenuto a comunicare l’esito della valutazione solo agli ammessi al voto. I respinti, invece, non verranno informati né per mail né via telefono. Insomma, la regola del silenzio-assenzo si ribalta in un silenzio-diniego. C’è il rischio che molti cittadini, in buona fede, si presentino ai seggi per avere informazioni creando file e ingorghi. Gli ammessi al voto, invece, completeranno l’iscrizione al seggio, sottoscrivendo il certificato di elettore del centrosinistra e versando un contributo di almeno 2 euro. Pochi problemi per gli iscritti al primo turno: basterà loro presentarsi con un documento e il cedolino del secondo turno.
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