Sicurezza
Paolo Crepet indignato per la chiusura del Caffè di Simo
LUCCA. Indignato per i tanti negozi storici del centro storico ormai chiusi. In particolare per il bar Di Simo, che chiama bar Puccini, di cui dice: «Era lì da un secolo, deve rimanere lì altri 150...
LUCCA. Indignato per i tanti negozi storici del centro storico ormai chiusi. In particolare per il bar Di Simo, che chiama bar Puccini, di cui dice: «Era lì da un secolo, deve rimanere lì altri 150 anni. Non è un patrimonio solo dei lucchesi, è di tutta l'Italia. E così lo sono gli altri negozi storici».
A parlare così è Paolo Crepet, il noto psichiatra scrittore, in città per partecipare a due conferenze che si sono tenute giovedì nel tardo pomeriggio alla libreria Ubik di via Fillungo e la sera al Real Collegio. A Crepet è bastata una passeggiata in centro – destinazione Prospero, sua meta abituale ogni volta che viene a Lucca, a comprare fagioli bianchi e rossi – per notare le differenze rispetto a pochi anni fa.
E proprio davanti al numeroso pubblico accorso in libreria per la presentazione del suo ultimo libro “Elogio dell'amicizia”, lo psichiatria non ha nascosto la sua amarezza e indignazione. «Ti girano le scatole – ha detto – se nel giro di pochi anni vedi tutto chiuso». E, rivolgendosi ai presenti: «Avete una città unica, bellissima, non fatela diventare come qualsiasi altra».
Grande partecipazione e interesse di pubblico, poi, anche all'incontro serale, al Real Collegio, organizzato da Confcommercio in collaborazione con la Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia sul tema “Genitori e figli: educazione tra lavoro, tempo e società” sul quale Crepet ha scritto diversi saggi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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