L’auto in divieto di sosta incastra i ladri di gioielli
Arrestati dai carabinieri madre e figlio che rubarono un rotolo d’oro a Porcari Ripresi dalle telecamere mentre escono e la multa sul tergicristalli li inchioda
PORCARI. L’impianto di video sorveglianza della gioielleria Bianchi, proprio di fronte all’oreficeria derubata, immortala la coppia mentre esce dal negozio «Giovacchini» in via Roma dopo aver consumato il furto di un rotolo di preziosi del valore di 6-7mila euro. Un giovane e una donna matura del tutto sconosciuti alle forze dell’ordine. È il 5 settembre scorso. Ma a rafforzare l’ipotesi investigativa dei carabinieri della stazione di Capannori, diretti dal maresciallo Antonio Fasiello, spunta una multa per divieto di sosta. Che gli agenti della polizia municipale sistemano sul tergicristalli di diverse auto parcheggiate nelle vicinanze dei due orefici nella centralissima via Roma di Porcari appena presa di mira dalla coppia di ladri. Il motivo della multa? Mancata esposizione del disco orario. E d’altronde i ladri mica potevano sapere quanto tempo e a che ora avrebbero colpito. E tra i numeri di targa dei veicoli contravvenzionati c’è anche quello di una Toyota Yaris intestata a tal Suan Hujer, 26 anni, piemontese, residente a Sesto San Giovanni (Milano), precedenti penali per reati contro il patrimonio. Bingo. Per i carabinieri è un indizio fondamentale. Dalla banca dati dell’Arma viene estrapolata l’immagine del giovane che viene messa a confronto con quella immortalata nel filmato dalla telecamere a circuito chiuso dell’oreficeria Bianchi. Coincidono alla perfezione e Giuliano Sodini, titolare della gioielleria Giovacchini, riconosce senza ombra di dubbio quella faccia. E la donna che era accanto al giovane? La madre, Marinella Bonifacio, 45 anni, anche lei di Sesto San Giovanni e anche lei già finita nei guai per reati contro il patrimonio. Inutile dire che, stando ai carabinieri, la sua foto e identica a quella estrapolata dai fotogrammi del filmato dell’impianto di video sorveglianza. È trascorso un mese e mezzo dal momento del furto con destrezza del rotolo di preziosi da parte dei due finti clienti. E i militari hanno mano tutti gli elementi per chiedere alla procura un provvedimento di custodia cautelare. Gli atti vengono trasmessi al sostituto procuratore Enrico Corucci che chiede e ottiene dall’ufficio del giudice delle indagini preliminari una doppia ordinanza di custodia cautelare in carcere per madre e figlio che finiscono nel penitenziario di S. Giorgio. Del bottino però non c’è traccia.
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