Il Tirreno

Lucca

Rifiuti, è una rivoluzione dello stile di vita di tutti

di Barbara Antoni

Con il piano interprovinciale si riduce la produzione: dovremo preferire generi sfusi e pannolini riciclabili. Cambia il gestore, ma non a Lucca

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LUCCA. Si potrà fare giardinaggio, ma solo “intelligente”: i residui dello sfalcio, l’erba tagliata del prato, non sarà più raccolta in sacchi e gettata nei bidoni del verde: sarà lasciata sul prato, previa fine sminuzzatura, per farla diventare concime verde. Più attenzione dovrà essere riservata allo smaltimento dei rifiuti organici: pasti non consumati delle mense, cibi preparati ma invenduti non saranno più destinati ai bidoni dell’organico ma, per quanto possibile, dirottati verso associazioni assistenziali. Più cura anche nel fare la spesa, al supermercato o nel negozio vicino casa: dovrà essere privilegiato l’acquisto di generi sfusi piuttosto che in flaconi di plastica o scatole di cartone. E, non ultimi, i pannolini per i bimbi: quelli riutilizzabili dovranno essere preferiti ai tipi, ormai quasi unici in commercio, usa e getta.

Una rivoluzione, insomma. Che non è contenuta in un vademecum del cittadino ecologista ma nel piano interprovinciale dei rifiuti, quello che dalla fine del 2013 - orientativamente dal mese di ottobre - cambierà i termini della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Non più a livello comunale ma di ambito territoriale, nel caso dei rifiuti l’Ato Costa che comprende le province di Lucca, Pisa, Livorno e Massa Carrara.

Il piano è già pronto, e avrebbe dovuto già avere il via libera del consiglio di Palazzo Ducale se non fossero intervenuti i venti di cambiamento sull’assetto delle amministrazioni provinciali. Per questo, probabilmente, la gestazione del piano e delle procedure verso l’effettiva attuazione è proceduta un poco in sordina.

Anche se di passaggi sostanziali ne sono stati già fatti. In primo luogo la costituzione della new.co RetiAmbiente spa, società per ora con soci soltanto pubblici (95 dei 111 Comuni che rientrano nell’Ato Costa) e che quanto prima vuole cercarsi un socio privato. La gara la sta preparando l’Ato, e i tempi - quelli per l’approvazione del piano da parte anche del consiglio provinciale lucchese - stringono soprattutto per questo. Il privato vincitore, insieme ai soci pubblici, sarà il gestore del servizio di smaltimento rifiuti per tutti i Comuni sottoscrittori dell’Ato. E la nuova gestione dovrà essere condotta nel massimo rispetto delle indicazioni citate: comportamenti mirati a prevenire la produzione di rifiuti, più riciclo e più riuso e quindi meno scarti. Perché l’obiettivo è sposare indirizzi comunitari che puntano alla riduzione dei rifiuti.

Ma in questo mare magnum di cambiamenti, il Comune di Lucca rappresenta un caso. Pur avendo sottoscritto l’adesione a RetiAmbiente in quota capitale, il gestore dello smaltimento rifiuti della città rimarrà, fino al 2029, la società Sistema Ambiente: nel contratto di appalto (a seguito di gara) per il servizio è contenuta infatti una clausola di salvaguardia per la società assegnataria.

Ma sia l’assessore all’ambiente Giuseppe Pellegrini Masini sia il direttore di Sistema Ambiente Roberto Paolini non fanno mistero che le indicazioni sui comportamenti, in questa nuova era dello smaltimento rifiuti che sta per aprirsi nell’Ato Costa, saranno seguite alla lettera anche a Lucca. E che anzi, nell’ottica di incrementare ulteriormente la differenziata, nel 2013, Sistema Ambiente ha già programmato l’estensione della raccolta porta a porta: a San Marco a primavera, a San Concordio e San Vito a dicembre.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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