Sicurezza
La banca aveva erogato un prestito alla società
LUCCA. In attesa dell’interrogatorio di garanzia di lunedì davanti al gip Alessandro Dal Torrione nei confronti di Antonino e Giovanni Giordano, padre e figlio finiti ai domiciliari con l’accusa di...
LUCCA. In attesa dell’interrogatorio di garanzia di lunedì davanti al gip Alessandro Dal Torrione nei confronti di Antonino e Giovanni Giordano, padre e figlio finiti ai domiciliari con l’accusa di trasferimento fraudolento di azienda (sono difesi dall’avvocato Maurizio Campo), emergono nuovi particolari sull’inchiesta legata a una presunta infiltrazione mafiosa a Lucca. Dal 2008 sino a pochi minuti prima che la tributaria delle fiamme gialle eseguisse l’ordinanza del gip riguardo ai due imprenditori - Antonino Giordano risiede a S. Pietro a Vico mentre il figlio Giovanni a Misilmeri (Palermo) - la società Due Gi Costruzioni di San Marco aveva ricevuto cospicui finanziamenti dall’istituto di credito su cui ha acceso un conto corrente. Tra l’altro le fiamme gialle hanno atteso l’arrivo a Lucca di Giovanni Giordano, a cui è intestata la srl di via del Brennero, giunto in aereo da Palermo per firmare carte relative alla prima tranche da 100mila euro di un mutuo concesso dalla banca. E poco prima del blitz della Finanza - che ha portato al sequestro di villette e beni per 6,8 milioni di euro - erano stati firmati due preliminari d’acquisto da parte di altrettante persone che avevano versato caparre per acquistare appartamenti dai Giordano.
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