Il dolore
Il broker si riprende i beni
Dissequestrati dal tribunale lingotti, titoli e la Ferrari ritenuti provento di usura
LUCCA. Il broker della cellulosa torna in possesso dei suoi beni. Un milione e 680mila euro tra lingotti d’oro, denaro, titoli e una splendida Ferrari 360 Modena. Venti giorni fa la tributaria delle fiamme gialle eseguendo un’ordinanza del gip Simone Silvestri aveva effettuato il sequestro preventivo di quei beni a Luigi Isola, dinamico e intraprendente amministratore dell’omonima società per azioni con sede a Lammari. Il motivo? Per gli inquirenti il self-made man, che in vent’anni ha costruito un piccolo impero che arriva sino in Cina attraverso la commercializzazione della carta, aveva commesso il reato di usura erogando finanziamenti a un suo collega veneto in difficoltà economica e impossibilitato di accedere al credito in altro modo a tassi decisamente superiori rispetto a quelli stabiliti dalla legge e che arrivavano anche al 150%. Una decisione che aveva gettato nello sconforto l’imprenditore il cui legale, avvocato Claudia Selmi, si era rivolta al tribunale del riesame per i diritti reali chiedendo l’immediato dissequestro che rischiava di compromettere l’attività commerciale del suo assistito. Proprio ieri mattina i giudici del Riesame (presidente Valentino Pezzuti, a latere Mario Profeta e Stefano Billet) hanno accolto l’istanza annullando il sequestro e disponendo la restituzione dei beni all’avente diritto. Il provvedimento verrà eseguito nel giro di qualche giorno. Si attendono anche le motivazioni dell’ordinanza.
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