Finanza
Cisl e Uil contro i tagli «Infermieri penalizzati»
LUCCA. Cisl Fp e Uil Fpl ritengono inaccettabile il taglio dei posti letto che la Regione Toscana intende fare a Lucca, così come inaccettabili sono le modifiche restrittive al servizio mensa dei...
LUCCA. Cisl Fp e Uil Fpl ritengono inaccettabile il taglio dei posti letto che la Regione Toscana intende fare a Lucca, così come inaccettabili sono le modifiche restrittive al servizio mensa dei ricoverati e dei dipendenti, il mancato acquisto di materiale sanitario esaurito, la chiusura della week e della day surgery, la soppressione di sedute operatorie con conseguente e grave allungamento delle liste di attesa.
A fronte di questa situazione drammatica - dicono Luciano Cotrozzi della Cisl Fp e Pietro Casciani della Uil Fpl - appare assordante il silenzio della conferenza dei sindaci. I sindacati chiedono il confronto con la direzione aziendale.
Entrando più nello specifico, Cotrozzi sottolinea come la nuova organizzazione infermieristica a cellule (uno o due infermieri o un infermiere e un oss dovranno seguire 15 malati) possa creare più di un problema per l’assistenza, specie con il nuovo assetto per intensità di cure. I ricoveri infatti saranno non per patologie leggere ma importanti e quindi il paziente avrà più bisogno di assistenza specialistica.
Cotrozzi è perplesso anche sul nuovo assetto dell’area medica, con la fusione di fatto di medicina, nefrologia e neurologia.
«Si anticipa di molto - dice il sindacalista - la perdita delle specializzazioni, diventerà un problema per gli infermieri avere competenze per tutti e tre i settori. L’avvicinamento a questo tipo di organizzazione dovrebbe essere più graduale. Bisognerà capire anche cosa accadrà con la guardia festiva e notturna».
Cotrozzi è convinto che tutte queste operazioni si rifletteranno sul personale: «Chissà se nel 2013 sarà mantenuto il turnover».
Cisl Fp e Uil Fpl , consapevoli della fase di emergenza dovuta ai tagli e ai provvedimenti governativi, ribadiscono il fatto che la sanità deve avere una forte impronta solidaristica e universalistica e, in conseguenza dell’assistenza pensata per intensità di cure è necessario e non più rinviabile una forte attenzione al territorio improntato sulla integrazione socio sanitaria.
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