Il dolore
Mense e dormitori sempre pieni
Da Sant’Egidio alla struttura della Croce Verde: le presenze sono in aumento
LUCCA. Negli ultimi anni è aumentato in modo esponenziale il numero di lucchesi che vanno a cercare aiuto e conforto nelle mense presenti nella nostra città. Le cause: la crisi economica, certo. Ma si devono aggiungere anche motivazioni di altro genere. «Purtroppo, la presenza di italiani nella nostra mensa, ormai, arriva fino al 50% – dice il presidente della Comunità di Sant'Egidio, il signor Lino Paoli – In parte si tratta di giovani che sono entrati o stanno cercando di uscire dalle dipendenze, dall'alcol e dalla droga. Ma, situazione nuova, arrivano da noi anche persone di mezza età che, dopo la perdita del lavoro o un divorzio particolarmente sofferto, cercano un rifugio. Si tratta, in maggioranza, di uomini».
«Le donne - prosegue Paoli - sono in numero minore e soprattutto immigrate, in particolare dall'Europa dell'Est. Molte badanti che hanno perso il lavoro e, per un periodo, non riescono a trovare altro».
La Comunità di Sant'Egidio, attiva da molti anni nella nostra città, offre ogni giovedì, presso i locali dietro la parrocchia di San Concordio la cena per chi ne abbia bisogno. «Si tratta di un momento organizzato in modo familiare, per cercare di ricreare un ambiente confortevole per tutti – continua Paoli – Una volta al mese, poi, viene distribuito vestiario». Ci sono altre organizzazioni che assicurano un pasto. Tra queste la Casa della Carità, in via dei Fossi, che ogni giorno alle 12 serve il pranzo per i molti in attesa. «Cinquanta pasti ci vengono consegnati quotidianamente dal Comune, ma le persone in coda sono molte di più – dice Suor Barbara della Casa – Così, provvediamo noi a preparare almeno altri 20 pasti, con l'aiuto di volontari e della Provvidenza. All'inizio della settimana forniamo un buono pasto che vale per usufruire della mensa per una settimana. E la sera organizziamo la cena per i minori, cioè, un gruppo di ragazzi stranieri sotto i 15 anni».
La Croce Verde offre, invece, un servizio di dormitorio per la notte. «Ci sono 25/27 posti letto. - dice una responsabile - Chi ne ha bisogno può rimanere per un mese. L'importante è che sia in regola con i documenti e che si comporti in modo corretto. Ci sono pochi italiani - aggiunge - e non lucchesi. Sono quasi tutti immigrati. Si accede al dormitorio dalle 20 fino alle 8».
Cristina Severi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
