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Lucca

BANDITI IN SCOOTER USANO Lo SPRAY Al PEPERONCINO

Tentano di rapinare in centro due rappresentanti orafi

Tentano di rapinare in centro due rappresentanti orafi

LUCCA. Cinque anni e mezzo dopo i rapinatori tornano a colpire rappresentanti di preziosi nel centro storico. L’ultima volta finì in tragedia: era il marzo 2007 e il piazzista Franco Malchiodi, 39...

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LUCCA. Cinque anni e mezzo dopo i rapinatori tornano a colpire rappresentanti di preziosi nel centro storico. L’ultima volta finì in tragedia: era il marzo 2007 e il piazzista Franco Malchiodi, 39 anni, originario di Bresso (Milano) morì stroncato da infarto pochi minuti dopo aver subito il furto della sua valigetta campionario contenente preziosi per 70-80mila euro mentre raggiungeva la sua Volvo parcheggiata in via Cittadella. Stavolta va decisamente meglio. I due rappresentanti orafi - uno di 49 anni residente a Livorno e un altro di 52 abitante a Bagni di Lucca - se la cavano con tanto spavento e un po’ di bruciore agli occhi per lo spray al peperoncino che i malviventi spruzzano nel tentativo, fallito, di strappare di mano la valigetta-campionario contenente monili per alcune decine di migliaia di euro. Unica analogia con il colpo di quasi sei anni fa i due banditi con il volto travisato e a bordo di uno scooter. La tentata rapina avviene poco prima delle 18 e l’allarme scatta un quarto d’ora dopo grazie a un operatore della Misericordia che avverte la polizia. I due rappresentanti di valori vengono aggrediti in via Diversi mentre, dopo aver esibito il campionario ad un gioielliere di via Buia, si dirigono verso la macchina parcheggiata in corte Calcetti tra piazza Guidiccioni e piazza del Carmine. Senza parlare i due rapinatori si avvicinano con il loro scooter e spruzzano lo spray al peperoncino all’altezza degli occhi dei piazzisti cercando di strappare la valigetta con i preziosi. Ma la strenue resistenza opposta dalle vittime li costringe a desistere e fuggire in direzione di S.Anna. I due portavalori vengono accompagnati al pronto soccorso. Se la cavano con un po’ di collirio e molto riposo. (l.t.)

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