La manifestazione
Renzi–centrodestra, attrazione fatale
I delusi del Pdl hanno votato per il sindaco di Firenze. Ma se non dovesse vincere niente sostegno al centrosinistra
LUCCA. Anime perse sulla via di Arcore, folgorate da un giovin signore fiorentino. Ma non dal centrosinistra in quanto tale. Il giorno dopo il successo straripante di Matteo Renzi alle primarie in Lucchesia parlano gli ex (?) esponenti del centrodestra, che ieri sono andati ai seggi per sostenere il sindaco rottamatore. Tra questi Luca Leone, Elio Cappellini, Angelo Monticelli, Lisandro Gambogi e molti altri. Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci: dire che Renzi ha vinto grazie ai voti del centrodestra è un’assurdità, viste le proporzioni del suo successo. Ma è altrettanto innegabile che eserciti un’attrazione fatale sui delusi del Pdl, cosa che non si era mai verificata con altri potenziali leader del centrosinistra.
A 24 ore dal voto questi nuovi elettori del centrosinistra si dicono soddisfatti del risultato ottenuto dal loro paladino. Ma non appena si guarda a marzo, precisamente alle elezioni politiche, nessuno se la sente di confermare l’impegno a votare centrosinistra. Soprattutto nel caso che a spuntarla alle primarie fosse Bersani. Eppure si tratta di un onere assunto appena 24ore prima, al momento dell’iscrizione. «Aspettiamo e vediamo chi vince domenica», rispondono in maniera elusiva quasi tutti i “nuovi compagni”.
Luca Leone, consigliere comunale eletto con una lista civica ma con trascorsi nel Pdl, è un renziano puro, ma libero da vincoli. «Non mi sento affatto imbrigliato dall’aver partecipato alle primarie – spiega – Valuto ogni scelta per tempo. A marzo vedremo qual è la situazione. Non è affatto detto che voti centrosinitra alle politiche». In base alle norme del regolamento sulle primarie la sua posizione è tra quelle considerate bordeline: in alcuni Comuni, ad esempio Volterra, non è stato consentito di partecipare al voto ai consiglieri comunali eletti con liste civiche che ora si trovano all’opposizione. A Lucca, invece, si è data una interpretazione più larga della norma e pertanto Leone ha potuto esprimere la sua preferenza: «Non ho avuto alcun problema – spiega – Avevo fatto la pre-registrazione online e domenica sono andato a votare nel seggio di Maggiano. Nessuno ha sollevato obiezioni». Situazione analoga quella di Angelo Monticelli, ex vicesindaco con l’amministrazione Favilla, oggi consigliere eletto con una lista civica di opposizione: «Mi sono posto il problema che qualcuno potesse male interpretare il mio gesto – ha raccontato ieri senza svelare a chi è andata la sua preferenza – Ma una simile lettura manca di maturità politica».
Anche un altro membro della ex giunta Favilla ha partecipato alle primarie. Si tratta di Elio Cappellni, 42 anni, ex assessore alle polizia municipale e al commercio, iscritto al Pdl fino al 31 dicembre 2011. «Una svolta a sinistra? Io non la vedo così – racconta – Diciamo che Renzi rappresenta una svolta per l’Italia. Guardi, per me le ideologie sono morte e dato che nella parte politica in cui ho militato per tanti anni non vedevo persone in grado di portare cambiamento ho deciso di sostenere Renzi ad un altro tavolo. Mi sembra una persona capace e con dei valori etici. Votare centrosinistra se vince Bersani? Mah. Dipende: se il segretario del Pd vince le primarie e porta alcune delle idee di Renzi, potrei anche sostenerlo». Anche Lisandro Gambogi, già candidato a presidente della Provincia nel 2006 con una lista di centrodestra è stato visto al seggio della Pia Casa ma non ha voluto parlare. C’è, infine, chi pur confermando di aver votato alle primarie, preferisce non comparire. «Mi sono rotto le scatole del Pdl – spiega l’anonimo elettore – Renzi è una persona giovane, nuova. Fosse stato nell’altro schieramento avrebbe spopolato. Perché ho deciso di votare centrosinistra? In realtà non ho deciso niente. Anche se il “rottamatore” dovesse vincere non so se me la sentirei di votarlo. Io non sono certo un uomo di sinistra».
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