Finanza
Cibi lucchesi per chef giapponesi
Novantotto gli allievi alla scuola di cucina di Gianluca Pardini a Vicopelago
LUCCA. In città per imparare i segreti della nostra cucina. E hanno partecipato a una dimostrazione pratica culminata con un’allegra tavolata all’Ostello San Frediano.
Novantotto studenti di cucina giapponesi hanno assaggiato i piatti preparati dal loro maestro, lo chef Gianluca Pardini, ideatore del corso realizzato in collaborazione con Slow Food. Quattro portate semplici e gustose della cucina lucchese sul tema stagionale dei fagioli e castagne, molto apprezzate dagli allievi, tutti giovanissimi, che provengono dalla scuola alberghiera di Sapporo e si trovano a Lucca per seguire il corso di cucina occidentale curato da Pardini nella sua scuola di Vicopelago, la International Academy of Italian Cuisine in Lucca, da lui creata nove anni fa dopo una lunga esperienza a Siena con lo chef giapponese Nichimura Novuo.
Appassionato del Giappone dove ha vissuto e lavorato a lungo, Pardini da tempo ha costruito un ponte con la realtà nipponica con la quale ha frequenti contatti mediante corsi di formazione professionale che tiene periodicamente. È il risultato di una serie di relazioni che coinvolgono anche il resto del mondo. Lo testimoniano la provenienza degli allievi ai corsi che arrivano da ogni parte del globo, attratti dalla cucina occidentale, ma soprattutto da quella italiana e toscana in particolare.
Ogni anno sono centinaia, motivati e ben determinati a imparare le tecniche e i segreti di una professione che, forse più di ogni altra, offre sbocchi per il futuro. Per chi non aspira a tanto ci sono anche i corsi amatoriali di base per imparare i primi rudimenti oppure per migliorare la propria cultura culinaria. Uno spazio viene poi riservato all’universo dell’emarginazione.
Il progetto Mondi Vicinissimi si rivolge infatti a disoccupati, extracomunitari e disagiati, i quali, dopo un tirocinio, hanno la possibilità di fare pratica in qualche ristorante del territorio. «A patto che si riscontrino capacità e passione - dice Pardini - elementi fondamentali per una professione che richiede fantasia e creatività, oltre a qualche sacrificio. Noi apriamo una porta, una chance per il futuro».
I giovani giapponesi sembrano comunque seriamente intenzionati ad andare avanti. Due ragazze, ventenni, per la prima volta a Lucca e di cui apprezzano storia e architettura, pensano che forse un giorno potrebbero trasferirsi qui anche per aprire un ristorante. «La cucina italiana è molto famosa in Giappone dove i ristoranti italiani vanno a ruba», ribatte una loro compagna che intende affermarsi come cuoca e imparare a cucinare italiano. Ha solo diciannove anni Momouchi Kengo, ma già conosce le nostre specialità che nel futuro intende proporre ai suoi clienti. Come zuppa di legumi, carne alla brace e i primi piatti che ha assaggiato. Anche Yuliana Vasileva, 36enne bulgara, diplomata alla scuola alberghiera del suo Paese, è fortemente attratta dalla nostra cucina e potrebbe decidere di trasferirsi a Lucca da Londra dove lavora come cuoca da dieci anni.
Rossella Lucchesi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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