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No a negozi al Campo di Marte

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Confesercenti: «Sul futuro dell’ospedale giusto coinvolgere tutta la città»

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LUCCA. «Sul futuro di Campo di Marte sono maturi i tempi per un confronto aperto tra amministrazione comunale, proprietà e le forze sociali ed economiche della città affinché le scelte di un’area così grande e strategica non piovano sulle nostre teste, ma siano l’occasione per una ridefinizione funzionale di un’area importante del territorio. Per questo apprezziamo l'intervento del sindaco sul Tirreno che inserisce il tema Campo di Marte in un percorso di partecipazione e di pianificazione urbanistica condiviso con la cittadinanza. C'è bisogno di accelerare questo processo di confronto sia per informare in modo più chiaro su cosa sta succedendo, sia per predisporre un progetto condiviso dalla comunità locale.

L’affermazione è della giunta di Confesercenti che ribadisce la necessità di mantenere nell’area un importante presidio socio-sanitario che possa integrare, come sempre dichiarato anche dalla Regione, l’offerta del nuovo ospedale. «Sulla restante superficie la responsabilità pianificatoria del Comune è prioritaria anche in una logica di ridefinizione di tutta la cintura pre-urbana che dal Campo di Marte arriva alla ex Lenzi, passando per Pulia e per i magazzini della Manifattura. Impensabile continuare a disegnare il futuro a pezzettini, senza un disegno organico dello scenario in cui muoversi».

Secondo Confesercenti parlare di residenza o di direzionale al Campo di Marte senza aver chiaro cosa sarà del resto della cintura urbana è riduttivo e sbagliato.

«Dovremmo evitare la logica già vista con la Manifattura – conclude Confesercenti – in cui invece di chiedersi di cosa la città aveva bisogno si è fatto il collage dei progetti e degli investitori disponibili. La nostra comunità ha bisogno di riavvicinare e riaccordare funzioni direzionali disperse e magari allocate in spazi privati, ha bisogno di rispondere alle esigenze di funzioni di intrattenimento e spettacolo, ha esigenze di spazi per la formazione scolastica e per l’alta formazione, ha ignorato negli anni la carenza strutturale per quanto concerne il tema delle attrezzature sportive, e – parlando di commercio – non è certamente alla ricerca di nuove aree commerciali, vista la difficoltà di allocare quelle esistenti e l’esistenza di progetti di ampliamento e edificazione tuttora fermi per assenza di investitori».

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