Finanza
Le arcate deturpate dalle scritte dei visitatori
BORGO A MOZZANO. Le pietre millenarie dell’arcata maggiore del ponte del Diavolo sono piene di iscrizioni. Sempre più frequentemente, infatti, sono molti i turisti che arrivano fino a Borgo a...
BORGO A MOZZANO. Le pietre millenarie dell’arcata maggiore del ponte del Diavolo sono piene di iscrizioni. Sempre più frequentemente, infatti, sono molti i turisti che arrivano fino a Borgo a Mozzano e decidono si fermarsi al ponte. Ma non tutti si accontentano di una semplice passeggiata. Una volta saliti fino sull’arcata maggiore, purtroppo, decidono di lasciare la propria firma sul monumento, scrivendo con pennarelli indelebili il loro nome, magari accompagnato da quello della persona amata. Danneggiando così il monumento la cui costruzione viene attribuita dalla tradizione alla Grancontessa Matilde di Canossa nel 1101 d.C.
E’ questo un fenomeno abbastanza recente, come si può vedere dalle stesse scritte. Infatti, oltre ai nominativi delle persone che sono arrivate fino in cima al ponte e magari si sono scambiate la promessa di amore eterno, viene spesso riportata anche la data, in modo da rendere indimenticabile quel giorno. E così, ad esempio, possiamo vedere scritte del tipo: “Giada e Michele 25/07/2010” il tutto racchiuso dentro un cuore, oppure “insieme per sempre 11.08.2011” ma anche “Napoli 4 ever” e un insolito “Chiara ti chiamo”. Oppure c’è semplicemente una data come quella, scritta in rosso, del 30-10-2012, come dire: io quel giorno ero lì. Anche se chi l’ha scritta non ha lasciato la firma e quindi non possiamo sapere chi fosse quel giorno sul ponte. Ma la più particolare è senza dubbio la firma lasciata da “Alessio T. e Luana M.”: ebbene, questa coppia di turisti sono montati sul ponte del Diavolo sicuramente per due volte ed entrambe le volte hanno lasciato la loro firma sulla stessa pietra: la prima il 23.05.2011 e la seconda sempre lo stesso giorno ma del 2012, a cui hanno aggiunto anche “due anni e sei mesi insieme”.
Fortunatamente, alcune scritte sono state quasi del tutto cancellate dagli agenti atmosferici e oggi sono meno visibili rispetto ad altre. Ma sono numerose le pietre ormai interessate da questo fenomeno, in particolare sull’arcata maggiore. A questo si aggiunge anche un altro atto di vandalismo effettuato dai numerosi visitatori: una volta saliti sul ponte, in molti lanciano nelle acque del fiume Serchio sottostanti alcuni sassi che estraggono direttamente dalle spallette non rendendosi conto che così a lungo andare si vengono a creare dei veri e propri buchi nel monumento che sono già numerosi.
Luca Meconi
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